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Catania: ancora allerta per il ciclone, il caso dei fondi per la prevenzione mai utilizzati

© REUTERS / Antonio ParrinelloПоследствия сильного ливня на Сицилии, Италия
Последствия сильного ливня на Сицилии, Италия - Sputnik Italia, 1920, 28.10.2021
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Dopo la tregua delle scorse ore è atteso un nuovo peggioramento, con venti forti, pioggia e mareggiate nella notte tra giovedì e venerdì in Sicilia e Calabria.
È atteso per oggi un nuovo peggioramento della situazione meteorologica in Sicilia orientale e Calabria ionica.
Dopo le immagini della città di Catania invasa dall’acqua per la notte tra giovedì e venerdì è previsto l’arrivo del ciclone mediterraneo, che porterà, secondo quanto anticipa il Corriere, raffiche di vento ad oltre 100 chilometri orari, piogge e mareggiate.
Per questo è stata già diramata l’allerta arancione dalla Protezione civile. L’allarme interessa le province di Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e la zona meridionale della Calabria. Nella città di Catania, inoltre, resteranno chiuse scuole, negozi e uffici pubblici.
Lo stato di allerta, secondo il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che sta seguendo gli sviluppi della situazione in coordinamento con il governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, potrebbe durare fino a domenica.
Mare mosso - Sputnik Italia, 1920, 26.10.2021
Maltempo a Catania: centro storico sommerso dall'acqua - Video
Il tutto mentre ancora si contano i danni del nubifragio che si è abbattuto sulla zona del Catanese nei giorni scorsi, provocando almeno tre vittime.
Secondo gli esperti, come Fabio Tortorici, del Consiglio nazionale dei geologi, intervistato dallo stesso quotidiano, sotto accusa c’è la “cementificazione dell’area pedemontana sud-orientale etnea che ha ridotto l’infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo” e “la mancata realizzazione di adeguate opere di regimazione e smaltimento delle acque bianche”.
Non solo. A far discutere è anche il mancato utilizzo delle risorse destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico. Lo sottolinea la Corte dei Conti in una relazione sul fenomeno.
Sebbene sia proprio la Sicilia ad essere stata beneficiaria degli stanziamenti più ingenti, pari a 789 milioni di euro, l’effettivo impegno di spesa per opere contro il rischio di dissesto idrogeologico è stato di 45,33 milioni e di 28,66 milioni per i pagamenti.
“I motivi – secondo Franco Garufi, vicepresidente del Centro Pio la Torre, intervistato dall’Agi - vanno dal ritardo nella progettazione alla complessità delle procedure di spesa, alla mancanza di coordinamento tra i vari organismi istituzionale, a livello nazionale, regionale e locali chiamati a comporre la governance del programma".
Tra i dati, inoltre, spiccano quelli che riguardano proprio Catania e Messina, che hanno ricevuto rispettivamente finanziamenti per 31,3 e 19,4 milioni di euro, ma non sono riuscite ancora ad impiegare i fondi.
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