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Boom di dati personali rubati sul web: ecco i trucchi per difendersi dagli hacker

Hacker al lavoro - Sputnik Italia, 1920, 28.10.2021
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Secondo l’Osservatorio Cyber di Crif nel 2021 le attività dei pirati informatici sono cresciute del 56,3 per cento, con un milione di alert ricevuti dagli utenti in Italia.
Nome e cognome, numero di telefono, indirizzo mail e password, dati della carta di credito, fino, come dimostra la cronaca degli ultimi giorni, alle chiavi per creare i Qr code dei green pass europei. Sono alcuni dei dati che sul web fanno più gola agli hacker.

Un fenomeno, quello del furto delle informazioni, sempre più diffuso in rete. Secondo l’Osservatorio Cyber di Crif, azienda bolognese specializzata nel settore, nel 2021 le attività dei pirati informatici sono cresciute del 56,3 per cento, con un milione di alert ricevuti dagli utenti in Italia.

I dati trafugati, come le liste di indirizzi mail e password, vanno a finire principalmente sul dark web - dove nel primo semestre del 2021 il quantitativo di dati appartenenti agli utenti italiani è aumentato del 18 per cento - per poi essere scambiati su forum, blog e app di messaggistica, come Telegram.
Gli utilizzi sono i più disparati. Si va dall’accesso abusivo a servizi appartenenti ad altri tramite mail e password, alle richieste di denaro, all’invio di posta elettronica contenente link di phishing, malware o ransomware. Ma c’è anche il furto degli account social, il 13,7 per cento, che vengono utilizzati per portare avanti truffe e furti di identità, e dei database aziendali.
Il visitatore presenta un codice QR prima di entrare in un museo - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
Green pass, furto delle chiavi per generare i Qr-code: diffusi in rete i certificati falsi
Secondo l’Osservatorio sarebbero in aumento anche i casi di furto dei dati delle carte di credito abbinati al nome e cognome del titolare, utilizzati per frodi o per compiere transazioni non autorizzate. Nel 2021 questo tipo di furti è stato del 56,4 per cento, mentre nel semestre precedente si fermava al 20.
Le vittime sono quasi sempre persone di età compresa tra 41 e 60 anni. Il 24 per cento di chi subisce furti di dati online supera i 60 anni di età, mentre i giovani under 30 sono i meno esposti, per la maggiore dimestichezza sul web.
Gli uomini, inoltre, ricevono più alert rispetto alle donne, collezionando rispettivamente il 64,2 per cento di furti, contro il 35,8 di quelli collezionati dal gentil sesso. Dal punto di vista geografico, invece, le regioni a più alto impatto sono Lazio e Lombardia.
“Sul dark web circola una enorme mole di dati di ignari cittadini, che corrono così il rischio di subire furti d’identità e truffe online. Il livello di sensibilità e consapevolezza di ampie fasce di popolazione è però ancora molto modesto e non vengono adottate forme di protezione anche minime, quali adottare password sufficientemente complesse, non utilizzare la stessa per più account e modificarla con una certa frequenza, conservare le proprie credenziali in modo accurato e non inviarle via email o sms”, spiega Beatrice Rubini, Executive Director Personal Solutions di CRIF.
“Gli hacker – osserva - sono sempre più agguerriti ma, per provare a difendersi, quanto meno è indispensabile adottare prassi virtuose per rendere loro la vita più difficile”.
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