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Scuola, Bianchi: "Mai così tanti soldi, subito più posti nei nidi"

© AFP 2021 / Tiziana FabiPatrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione
Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione  - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
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Sono due gli obiettivi del ministro dell'Istruzione: investire in tecnologia e sicurezza degli edifici, combattere la dispersione scolastica.
Dopo il difficile anno di pandemia, con lo stop&go di lezioni, tra didattica in classe e Dad, la scuola è ripartita e ha vinto "la medaglia d'oro della fiducia". Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in un'intervista a Repubblica, proclama la vittoria della scuola e spiega come ha intenzione di cambiarla con i soldi del Recovery Fund.
"Non ci sono mai stati tanti soldi per la scuola. Con due obiettivi principali: il primo investire sugli ambienti scolastici, metterli in sicurezza ma anche modificarli per una didattica più partecipata, con più laboratori, con aule in grado di adattarsi a diverse esigenze. Il secondo, permettere ai ragazzi di tutto il Paese di avere le stesse opportunità per combattere la dispersione che colpisce soprattutto il Sud", afferma Bianchi.
L'Italia destinerà alla scuola 17,59 miliardi di euro da spendere in 5 anni. Il ministro illustra come verranno utilizzati i fondi europei: serviranno per laboratori, palestre, mense, ma anche per costruire nuove scuole e, in particolare, asili nido per i più piccoli.

"Partiamo dagli spazi, nuove scuole e riqualificazione di quelle esistenti. - sottolinea Bianchi - Le faranno i Comuni e le Province con il supporto di Cassa depositi e prestiti e Agenzia per la coesione. Abbiamo l'occasione di superare il concetto di aule, corridoi lunghissimi e porte chiuse per puntare su laboratori, palestre e mense. A novembre partono i bandi per i primi 5 miliardi".

Alla fine dei cinque anni "ci saranno più asili nido, per permettere a tutti i bimbi di avere le stesse opportunità già prima della scuola primaria". Inoltre, con la riforma della scuola media, verrà rafforzato "il ruolo di orientamento verso le superiori dove la scelta degli Istituti tecnici e professionali andrà resa più qualificante anche con la riforma che stiamo approvando", spiega il ministro.
L'obiettivo sarà quello di rendere queste scuole sempre più legate al territorio per immediato inserimento dei diplomati nel mondo del lavoro.
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