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Prodi: “I partiti scaricano tutti i problemi su Draghi, è sbagliato”

© Sputnik . Grigoriy SisoevEx premier italiano Romano Prodi
Ex premier italiano Romano Prodi - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
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L’ex premier critica l’atteggiamento e poi spinge per una politica industriale europea e sull’aumento delle competenze, in particolare matematiche e scientifiche, in Italia.
Romano Prodi, che premier lo è stato, analizza l’attuale situazione politica e l’atteggiamento dei partiti nel caso del governo Draghi, bocciando le modalità di gestione della situazione, perché è “sbagliato” scaricare tutti i problemi su Draghi, che “non può fare tutto da solo”.

“I partiti scaricano, almeno temporaneamente, i problemi su di lui. Ma lui si può interessare solo di quelli più grandi. Invece, loro li scaricano tutti su di lui”.

Parlando al Corriere della Sera, Prodi sottolinea che è un atteggiamento che “appartiene all’attuale fase storica. Ma è un’illusione che possano essere le singole persone a risolvere tutto. Credo molto al ruolo tecnico delle strutture ministeriali, che si è molto affievolito. Vanno rinforzate”.

Serve una politica industriale europea

L’ex premier parla poi dello scenario internazionale e dell’uscita dalla crisi, che è più veloce di quanto accadde nel 2008.
“In economia vi sono nuovi elementi che favoriscono il cambiamento: gli errori fatti dieci anni fa, la Brexit e soprattutto la nuova consapevolezza tedesca che non vi può essere sviluppo della Germania senza che il Paese resti inserito in Europa. Proprio come per noi. Queste realtà hanno cambiato l’atmosfera. Quindi noi oggi abbiamo più spazio per la ripresa”.

Inoltre, l’Italia gode di una situazione particolare e della presenza di un premier che ha "un'autorevolezza e riscuote una fiducia superiori rispetto ai tempi passati”.

Per non perdere il treno della ripresa, però, serve una “politica industriale europea”, come fatto per il settore dell’aeronautica con Airbus. “Dobbiamo realizzare qualcosa di simile nei semiconduttori e in qualche anno ce la faremmo”.
E per quanto riguarda la rincorsa dell’Italia, oltre a puntare sulle piccole e medie imprese, “la nostra miniera d’oro”, per Prodi bisogna lavorare sulla “quantità delle competenze. Non superiamo i mille laureati all’anno in matematica. Fa ridere”.
Per questo serve “un enorme sforzo, come sta iniziando a fare per le scuole tecniche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ma molto più ampio. Non avrei esitazioni a sostenere anche finanziariamente i ragazzi che scelgono le facoltà scientifiche, o a rivoluzionare l’insegnamento della matematica nelle scuole”.
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