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Manovra, Draghi chiude ai sindacati sulle pensioni: si va verso lo sciopero

© Foto : Governo italiano / CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
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I sindacati chiedono una riforma sostanziale del sistema pensionistico, mentre il governo sembra deciso a tornare alla riforma Fornero.
L'incontro tra Mario Draghi e i Sindacati non ha portato all'avvicinamento sperato sui tre punti di maggiore discussione: pensioni, ammortizzatori sociali e cuneo fiscale.
È questo quanto emerge dopo il vertice tenutosi ieri sera a Palazzo Chigi, dal quale il premier si è allontanato dopo circa un'ora e trenta per "un impegno istituzionale indifferibile".
Resta ampia la distanza dalle parti, nonostante il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, rimasto a presiedere la riunione dopo la partenza di Draghi, si sia impegnato a riferire le richieste dei sindacati.

Difficile che la discussione possa andare avanti oggi, nonostante le aperture dell'esecutivo in questo senso: i sindacati hanno fatto sapere che oggi, nell'incontro nell'ambito del G20 sul lavoro con le sigle sindacali europee, non si parlerà di Manovra.

I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto sapere che, qualora l’impianto del provvedimento rimanesse quello attuale, nei prossimi giorni si decideranno di comune accordo "le iniziative di mobilitazione più adatte", aprendo di fatto ad un possibile sciopero.

"L’incontro non è andato bene. Ci sono alcune risposte parziali e positive sulla riforma degli ammortizzatori sociali, ma, secondo noi, le risorse stanziate, tre miliardi, sono insufficienti. Sulla riforma fiscale ci sono 8 miliardi, ma non c’è una scelta su dove allocare le risorse, il governo lascerà al Parlamento la possibilità di decidere dove impegnarle. Sulle pensioni non c’è neanche una scelta: c’è solo la decisione di stanziare 600 milioni e confermare Opzione Donna e l’Ape sociale", sono state le parole di Pier Paolo Bombardiere, segretario generale Uil.

La situazione delle pensioni

Per quanto riguarda il sistema di uscita dal mondo del lavoro, l'unica certezza sembra riguardare la proposta del ministro Orlando di prorogare di un anno Opzione donna (99 milioni) e l'Ape sociale, che sarà allargata ad altre nove categorie di lavori gravosi.
Due ipotesi che sono viste con favore da Cgil, Cisl e Uil, sebbene con alcune riserve relative al possibile allargamento delle categorie di lavori gravosi.
Il punto su cui le parti, però, sono lontanissime è il ristrutturamento sostanziale del sistema pensionistico nazionale, dal momento che i sindacati chiedono di andare verso un meccanismo maggiormente flessibile, mentre Draghi sembra intenzionato a fare ritorno alla legge Fornero.
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Il nodo del cuneo fiscale

Sul possibile taglio del cuneo fiscale si apre il secondo terreno di scontro tra esecutivo e parti sociali, con i sindacati che chiedono, come riferito dal segretario Cgil Maurizio Landini, di andare "nella direzione di aumentare i salari e le pensioni per far ripartire l’economia italiana, perché siamo il Paese con la più alta riduzione della massa salariale in Europa", con un intervento a sostegno del lavoro e della sua stabilità.
Contrario a questa ipotesi il governo, che invece intende unciamente tagliare le tasse a lavoratori ed imprese, oltre che ridurre l'Irap.
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