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Ddl Zan: via libera della Casellati al voto segreto sulla tagliola

© Filippo AttiliIl Senato della Repubblica
Il Senato della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
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L'Aula voterà a scrutinio segreto sulla richiesta di stop all'esame degli articoli del disegno di Legge contro l'omotransfobia, che adesso rischia di essere affossato.
La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha dichiarato ammissibili le richieste di voto a scrutinio segreto presentate al Ddl Zan da Lega e Fratelli d'Italia sulla cosiddetta tagliola, lo stop all'esame degli articoli.
"Ci sono due proposte di non passaggio agli articoli a firma Calderoli e La Russa: il Presidente ritiene ammissibili queste due richieste di votazione segrete in base al regolamento e ai precedenti", ha dichiarato Casellati.
Al termine della discussione generale sul disegno di legge, l'Aula sarà chiamata a votare con scrutinio segreto per decidere se continuare con l'esame degli articoli o andare direttamente al voto finale della legge contro l'omotransfobia.

La reazione del centrosinistra

Il centrosinistra teme un affossamento del disegno di Legge, per il rischio di franchi tiratori. Il testo, approvato alla Camera, ha avuto un iter più problematico in Senato, dove la maggioranza è risicata e Italia viva tenta una mediazione con il centrodestra.
Ma proprio dai renziani arriva il no al voto a scrutinio segreto.
"Sui diritti non si fa nessun gioco. E non ci si trincera nel segreto dell'urna. Ognuno si assuma la responsabilità di far sapere da che parte sta. No al voto segreto", ha scritto Teresa Bellanova .
Alessandro Zan, il primo firmatario del Ddl, ospite a L'Aria che tira si dice convinto che la tagliola non passerà e Italia viva voterà con il centrosinistra.
"Sono abbastanza tranquillo che questa operazione della Lega non passerà", ha detto.

La Casellati si difende: questione puramente giuridica

Il via libera alla tagliola ha provocato una bagarre in Aula e la Casellati è stata contestata da Santangelo del M5S.
La presidente del Senato si è difesa, asserendo che la decisione è basata unicamente su questioni puramente giuridiche.

"Io sono stata esclusivamente chiamata a giudicare sulla votazione segreta - ha detto - che è una questione puramente giuridica, infatti ho citato il regolamento e i precedenti che mi hanno indotto alla concessione del voto a scrutinio segreto. Credo che la mia decisione, per quanto ritengo sia legittimo contestare perché si tratta di una interpretazione, abbia delle solidi fondamenta di carattere giuridico".

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