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Ddl Zan: è la resa dei conti, con il rischio di un voto segreto sulla tagliola

© Filippo AttiliIl Senato della Repubblica
Il Senato della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2021
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Nessun accordo per le modifiche, oggi il voto in Senato; il testo sull’omotransfobia potrebbe essere al capolinea. Italia viva chiede uno slittamento di una settimana per trovare un’intesa.
Il destino del ddl Zan è in bilico. Oggi il testo torna al Senato per la discussione interrotta prima della pausa estiva ed esiste il rischio concreto che non diventi mai legge.
Le trattative di ieri tra centrodestra e centrosinistra, durate fino a tarda sera, non hanno mosso le parti di un millimetro: Fratelli d’Italia e Lega continuano a chiedere il voto sul “non passaggio agli articoli” e Forza Italia è dalla loro parte.
Non è ancora chiaro se il voto sarà palese o segreto, ma il rischio che in caso di scrutinio segreto ci siano franchi tiratori è altissimo. In quel caso, se passasse la cosiddetta tagliola, il ddl Zan sarebbe lettera morta.
Si passa quindi, in una situazione tesissima, alla conta nell’aula del Senato, dove la destra proporrà lo stop all’esame degli articoli.

L’alternativa è quella proposta in extremis da Italia viva, che vorrebbe lo slittamento di una settimana della discussione per trovare un’intesa.

Tavoli infuocati e nessun accordo

Oggetto del contendere tra i due schieramenti restano gli articoli 1, 4 e 7 del ddl Zan: si tratta delle parti del testo contro l’omotransfobia, che potrebbero essere riscritti e che vertono su orientamento sessuale, libertà di espressione, identità di genere e educazione nelle scuole sulle discriminazioni.

Ieri sono state incessanti le trattative a Palazzo Madama. Da una parte le riunioni di Alessandro Zan, relatore del testo alla Camera, alle quali però non si è presentato il centrodestra.

Dall’altra, il tavolo della capogruppo, convocato dal leghista Andrea Ostellari, dove ci sono state scintille tra leghisti e dem.
La presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi, ha ribadito la posizione del suo partito: “Nonostante la bella opportunità di poter lavorare insieme, non c’è stata voglia di trattare, non è stata ritirata la ‘tagliola’. Per la quale noi chiederemo il voto palese, perché è importante che ognuno si assuma le proprie responsabilità”.
Il M5S ha disertato l’incontro, mentre Davide Faraone (Iv) ha insistito: “Prendiamoci una settimana di tempo. Comunque noi alla ‘tagliola’ in aula diremo no”.
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