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Le grandi manovre verso il Colle: Conte e Letta discutono di nomi, mentre Berlusconi fa la conta

Il Palazzo del Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 26.10.2021
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I leader di Pd e M5S si sono visti a pranzo, discutendo anche sulla strategia per il successore di Mattarella. Il Cavaliere ha lanciato la caccia a indecisi e gruppo Misto per arrivare al Quirinale.
Mentre il governo Draghi è alle prese con la Manovra di bilancio e il Pnrr, tra green pass e campagna vaccinale, i partiti hanno iniziato le trattative per il dopo-Mattarella.
Da una parte Pd e M5S, che cercano un asse per contrastare un possibile candidato del centrodestra, dall’altra Silvio Berlusconi, sempre più convinto di avere delle chance quando basterà la maggioranza assoluta, cioè 505 voti.

In quest’ottica, va letto l’incontro tra il leader del Pd, Enrico Letta, e quello del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a pranzo ieri dietro Montecitorio, al ristorante da Settimio.

Si tratta, secondo quanto scrive la stampa italiana, di un embrione di trattativa sulla successione di Sergio Mattarella, per trovare una possibile linea comune per esprimere un nome su cui convergano i voti dei due partiti.

Gentiloni, Prodi o Veltroni

Letta è convinto che Draghi debba restare a Palazzo Chigi fino al 2023 e quindi bisogna trovare un altro nome per il Quirinale.

Per il leader Dem, un possibile candidato potrebbe essere il commissario europeo all’Economia ed ex premier Paolo Gentiloni, nome indigesto a parte del M5S. I grillini, infatti, ritengono che sia responsabile della caduta del Conte bis.

Alternative che potrebbero convincere il fronte M5S sono Prodi, Veltroni o Franceschini. Per Conte, però, l’alternativa migliore sarebbe quella di mandare Draghi direttamente al Colle.
L’ex premier dovrà cercare di trovare convergenze e lavorare anche con l’altro uomo forte del M5S, Luigi Di Maio, per fare da collante in vista della corsa al Quirinale.

Berlusconi conta i voti mancanti

Il Cavaliere, intanto, ha sguinzagliato i suoi sherpa e, primo tra tutti, l’uomo delle trattative, Gianni Letta.
L’assunto da cui parte Berlusconi è che se il centrodestra arrivasse compatto alla quarta chiama, a partire dalla quale basta la maggioranza assoluta – la metà più uno dei votanti –per essere eletti, gli basterebbe una cinquantina di voti in più per conquistare il Quirinale. Voti che andrebbe a cercare tra i 5stelle scontenti e i grillini fuoriusciti.

Lo schieramento centrodestra conta unito 451 voti: Forza Italia 127, Fratelli d’Italia 58, Lega 197, Coraggio Italia, più altri centristi, 31, Noi con l’Italia-Sgarbi 5 e tra i delegati regionali 33 voti. Ne mancherebbero dunque all’appello 54, secondo il Corriere della Sera.

Per i conti del Fatto Quotidiano, invece, Berlusconi ha in tasca tra i 460 e 470 voti e ne mancherebbero soltanto 35-45 per arrivare alla quota fatidica di 505.
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