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Israele, i piani di attacco contro l'Iran potrebbero richiedere più di un anno per essere pronti

© Israeli Air ForceIl primo velivolo di prova F-35I Adir al di fuori degli Stati Uniti presso il Centro israeliano di prove di volo AF a Tel-Nof AFB l'11 novembre 2020. Verrà utilizzato per sviluppare e testare capacità avanzate che solo Israele può aggiungere la sua flotta di caccia F-35I.
Il primo velivolo di prova F-35I Adir al di fuori degli Stati Uniti presso il Centro israeliano di prove di volo AF a Tel-Nof AFB l'11 novembre 2020. Verrà utilizzato per sviluppare e testare capacità avanzate che solo Israele può aggiungere la sua flotta di caccia F-35I. - Sputnik Italia, 1920, 26.10.2021
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Mentre imperversa il dibattito sull’ulteriore incremento di budget delle Difesa, in previsione di un possibile attacco contro gli impianti nucleari dell’Iran, un giornale israeliano ha affermato di sapere che potrebbe volerci più di un anno per elaborare completamente un tale piano.
Il Times of Israel ha riferito lunedì di "aver appreso" che alcuni aspetti del piano sono attualmente in fase di "bozza" e potrebbero essere pronti per l’attuazione entro l'inizio del 2022, mentre le parti più complesse dell'operazione potrebbero richiedere più di un anno per rendere l’operazione "completamente attuabile".
La forza di difesa israeliana dovrebbe prima affrontare tutta una serie di aspetti chiave di tale operazione, quali raggiungere le strutture iraniane nascoste in profondità, sopravvivere alla sofisticata e avanzata rete di difesa aerea e prepararsi per le previste ritorsioni contro Israele e i suoi alleati in tutta la regione, ha osservato l'outlet online.
I regolari attacchi aerei contro obiettivi siriani, che Israele spesso afferma essere iraniani, stanno aiutando l'IAF (Israeli Air Force) a prepararsi anche per un'operazione contro lo stesso Iran. Attraverso questi attacchi segreti e illegali, i piloti israeliani stanno familiarizzando con alcuni dei radar avanzati, dei sistemi missilistici e dei centri di comando che potrebbero incontrare in Iran.

"Alla luce di queste migliorate capacità difensive siriane e iraniane di recente impiego, l'IAF negli ultimi mesi ha aggiornato i suoi metodi, utilizzando formazioni più grandi con più aerei per condurre attacchi su più bersagli contemporaneamente, invece di effettuare più attacchi utilizzando formazioni più piccole”, ha scritto il Times of Israel.

Come riportato da Sputnik, alcune di queste tattiche includono il lancio di attacchi aerei, mentre aerei civili - o anche aerei russi, come in un attacco del 2018 - si trovano nello spazio aereo vicino, impedendo ai sistemi di difesa aerea siriani di reagire per paura di colpire gli astanti. Gerusalemme ha negato di usare tali tattiche.
Il rapporto del Times of Israel apparentemente contraddice un rapporto precedente di Channel 12 News, secondo il quale il capo di stato maggiore dell'IDF, Aviv Kochavi, aveva ordinato all'IAF di addestrarsi "intensamente", per un attacco alle strutture centrali del programma nucleare iraniano, facendo pensare a qualcosa di imminente.
Nonostante il pessimismo israeliano sui colloqui a Vienna, volti a ripristinare il Piano d'azione globale congiunto 2015 (JCPOA), di cui Israele ha sempre avuto una visione sbiadita, gli Stati Uniti e l'Iran hanno entrambi espresso il desiderio di tornare a raggiungere un accordo duraturo. Un settimo round dei colloqui dovrebbe iniziare la prossima settimana, il primo da quando il nuovo presidente iraniano Ebrahim Raisi si è insediato ad agosto.
L'amministrazione Trump si era ritirata unilateralmente dall'accordo nucleare nel 2018, sulla base di affermazioni mai dimostrate, secondo cui l'Iran lo stesse segretamente violando. Il JCPOA limita fortemente la qualità e la quantità di uranio che l'Iran può arricchire, consentendone una piccola quantità per alcune centrali nucleari e per la ricerca medica. Tuttavia, dopo la mossa degli Stati Uniti, che ha riportato sanzioni economiche distruttive e ha peggiorato la pandemia di COVID-19 nel Paese, l'Iran ha iniziato a ridurre i suoi impegni nei confronti di quell'accordo oramai stracciato.
Lunedì, l'Associazione internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha affermato che l'Iran ha iniziato ad aumentare il suo arricchimento di uranio presso l'impianto di Natanz oltre il limite autoimposto del 20%, osservando, tuttavia, che in realtà sarebbe molto lontano dai livelli di purezza necessari a scopi militari, che è del 90% almeno.
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