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Caso Mps, l’Ue all’Italia: "Sia all’altezza degli impegni presi nel 2017"

CC BY 2.0 / Herbert Frank / Piazza Salimbeni, Palazzo del Monte dei Paschi di Siena
Piazza Salimbeni, Palazzo del Monte dei Paschi di Siena - Sputnik Italia, 1920, 26.10.2021
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Spetta a Roma avanzare delle proposte su come uscire dalla proprietà della banca senese dopo il fallimento dei negoziati con Unicredit. Il governo spera in una proroga sui tempi previsti dall’accordo che scadono a fine anno.
Da Bruxelles occhi puntati su Roma per il caso del Monte dei Paschi di Siena. Se il governo sta provando a negoziare con l’Ue tempi più lunghi per portare a termine la privatizzazione, dall’Unione oggi è arrivato un messaggio chiaro: “L'Italia deve essere all'altezza degli impegni” presi con Bruxelles nel 2017.
“Come sempre è responsabilità degli Stati membri rispettare gli impegni e proporre modi in cui mantenerli. Sta all'Italia decidere e proporre modi su come uscire dalla proprietà di Mps, considerando la decisione sugli aiuti di Stato presa nel 2017 e gli impegni relativi".
Così una portavoce della Commissione europea aggiungendo che Bruxelles resta in contatto con le autorità italiane e “segue con attenzione i recenti sviluppi”.

L’accordo del 2017 e il tempo che corre

La Commissione ha ricordato che a luglio 2017 ha approvato “il piano dell’Italia per una ricapitalizzazione precauzionale in base a un efficace piano di ristrutturazione” per Mps.
Inoltre, l’Italia aveva preso alcuni impegni con l’Ue, tra cui quello “vendere tutte le azioni della banca entro un certo termine, che non è ancora scaduto, ma non possiamo fare commenti sull'esatto termine perché é considerato informazione confidenziale", ha detto la portavoce.

E proprio questo termine, che sarebbe fissato al 31 dicembre 2021, secondo indiscrezioni mai smentite, sarebbe al centro delle trattative tra Roma e Bruxelles, con l’esecutivo che cerca di ottenere una proroga di un anno per uscire dal capitale della banca senese, vendendo il 64% nelle mani del Tesoro.

Su questo punto la portavoce ha risposto con un laconico “no comment”.

Amendola: interlocuzione con Vestager positiva

Nel tentativo di sbrogliare l’intricata matassa Mps, secondo il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola, l'interlocuzione fra il ministero dell'Economia e delle Finanze italiano e la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager è stata positiva e rimane fondamentale.

Intanto, si ragiona sul da farsi. Dopo la chiusura delle trattative con Unicredit, partite ufficialmente a luglio, resta l’opzione di trovare un altro compratore. Si parla di Banco Bpm, di Bper o ancora di una cordata francese. Ma nessuno si è ufficialmente fatto avanti.

Un’altra opzione è che il Tesoro alleggerisca ancora un po’ Mps, tra costi e uscite nel personale, e poi riprovi con Unicredit.
La banca guidata da Andrea Orcel ha chiesto un aumento di capitale da 6,3 miliardi più 2,2 miliardi di agevolazioni fiscali. Secondo altre ricostruzioni la richiesta di Unicredit sarebbe arrivata addirittura oltre i 13 miliardi di euro. Una differenza di almeno tre miliardi rispetto alle valutazioni del Tesoro.
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