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Mattarella a Foggia: "La criminalità organizzata si combatte con la formazione delle coscienze"

© Francesco_AmmendolaIl presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella - Sputnik Italia, 1920, 25.10.2021
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università di Foggia.
Per combattere la criminalità organizzata è "fondamentalmente indispensabile la formazione delle coscienze". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2021-2022.

"La formazione delle coscienze in tutto il Paese è necessaria e avvertita come indispensabile. E sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata" questo elemento è "particolarmente decisivo", ha affermato il Capo dello Stato.

L'Ateneo concorre alla formazione delle coscienze con "l’insegnamento universitario, il clima universitario, la comunità universitaria che, come presidio di cultura, è ovunque un elemento di sostegno della comunità nazionale, delle comunità locali, dei territori, del senso di libertà, di pienezza di prospettive per chiunque, di uguaglianza", ha sottolineato Mattarella.
Ai giovani il Presidente della Repubblica chiede "di impegnarsi, di non tirarsi indietro di accettare il rischio, di mettersi in gioco". E' questo, sottolinea Sergio Mattarella, menzionando le parole pronunciate da un rappresentante degli studenti, "l’orizzonte che tutto il nostro Paese si pone come obiettivo, di cui tutto il nostro Paese ha bisogno".
"C’è bisogno di un rilancio, di garantire ai giovani una prospettiva di vita, di realizzazione personale, di uguaglianza, di libertà. E in questo territorio, come ovunque, le Università sono un punto decisivo", conclude.

"Impugniamo penne non pistole"

Il tema dell'università come presidio di legalità è stato al centro dell'intervento del Presidente del Consiglio degli Studenti, Mirko Bruno, durante la cerimonia a cui ha preso parte il Capo dello Stato.
"Impugnare una penna, un pennello o un violino al posto di una pistola non è retorica, è un atto di coraggio, il più poetico che ci sia. È un no convinto e imperituro", ha detto il giovane, aggiungendo che in un territorio "in cui la povertà economica è spesso causa e conseguenza di povertà educativa, in modo silenzioso e quasi invisibile, un minore viene lasciato solo, arrendevole rispetto ai propri sogni e alle proprie passioni".
Proprio questa circostanza "giova il più grande cancro di questa terra: la criminalità organizzata. Ne giova tutta quella feccia che, quotidianamente, tra le vie di questa città, accoglie all'interno giovani privi di sogni, passioni, desideri", afferma lo studente.
La Lectio magistralis è stata svolta da Daniela Dato, Professore associato di Pedagogia generale e sociale. La cerimonia si è conclusa con la Prolusione di Pierpaolo Limone, Rettore dell’Università di Foggia e con l’intervento del Presidente Mattarella.
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