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Eitan Biran, il tribunale ha deciso: il piccolo ritornerà in Italia

© Foto : Twitter / Corpo Nazionale Soccorso Alpino e SpeleologicoPiemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone
Piemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone - Sputnik Italia, 1920, 25.10.2021
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Il bambino sopravvissuto alla strage del Mottarone deve tornare in Italia dalla zia. Lo ha deciso in Israele il tribunale della Famiglia di Tel Aviv. Il nonno materno annuncia il ricorso.
Eitan Biran dovrà tornare in Italia dalla zia paterna a cui era stato affidato dalla giustizia italiana. Lo ha deciso il tribunale della Famiglia di Tel Aviv. Per la giudice Iris Ilotovich Segal, il piccolo ha “legami più forti e si sente più a suo agio con la sua famiglia italiana e l’ambiente circostante di quanto non ne abbia con la sua famiglia israeliana e l’ambiente circostante”
Il bambino di 6 anni, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, è al centro di una contesa familiare per l'affidamento. Lo scorso settembre era stato rapito e portato in Israele dal nonno materno, Shmuel Peleg, condannato a pagare 70mila Shekel (circa 18mila euro) di spese processuali.

Rigettata la tesi del nonno

Non è stata accolta la tesi del nonno secondo cui la zia non aveva diritto di tutela. Al contrario la corte riconosce l'allontanamento del minore viola la Convenzione dell'Aja.
"Con l'arrivo in Israele il nonno - ha proseguito la giudice - ha allontanato il minore dal luogo normale di vita. Un allontanamento contrario al significato della Convenzione e che, così facendo, ha infranto i diritti di custodia della zia sul minore stesso".

La soddisfazione della zia

Aya Biran, zia di Eitan e sua tutrice legale, ha espresso si è detta felice per il verdetto che ha disposto il ritorno in Italia del bambino, sulla base della Convenzione dell'Aja sulla sottrazione internazionale di minori.
“Pur accogliendo con soddisfazione la sentenza della giudice crediamo che in questo caso non ci siano né vincitori né vinti. C’è solo Eitan e tutto quello che chiediamo è che torni presto a casa sua, ai suoi amici a scuola, alla sua famiglia, in particolare per la terapia e gli schemi educativi di cui ha bisogno”, hanno precisato i legali della famiglia di Aya Biran, gli avvocati Shmuel Moran e Avi Him.

Ricucire lo strappo

Il giudice ha invitato le famiglie a ricucire lo strappo per il benessere di Eitan, che richiede una collaborazione tra le famiglie coinvolte.
"Nella fase in cui siamo - ha dichiarato nella sentenza - è di fondamentale importanza concentrarsi sulle condizioni di salute ed emotive del minore e dargli il sostegno, le cure e l'affetto di cui ha bisogno a causa della tragedia che ha colpito lui e la sua famiglia".

Il ricorso

La decisione del giudice di Tel Aviv non pone fine alla vicenda giudiziaria. La famiglia Peleg presenterà ricorso contro la sentenza di oggi. Lo ha annunciato il portavoce del nonno materno di Eitan.
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