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Ddl Zan, il relatore Pd: “Lega e Fdi ritirino la tagliola. Partita complicata ma sono fiducioso”

© Foto : Marco MerliniPresidio delle associazioni Lgbti e dei movimenti della società civile per chiedere al Senato l'approvazione del Ddl Zan licenziato alla Camera
Presidio delle associazioni Lgbti e dei movimenti della società civile per chiedere al Senato l'approvazione del Ddl Zan licenziato alla Camera
 - Sputnik Italia, 1920, 25.10.2021
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Il testo torna in Aula al Senato mercoledì e domani iniziano le interlocuzioni e le trattative per trovare un accordo su possibili modifiche per salvare la norma sull’omotransfobia.
Sarà una giornata di incontri, dialogo, proposte e negoziati quella di domani in Parlamento. Il deputato del Pd Alessandro Zan, infatti, è deciso a trovare una quadra per ottenere l’approvazione del ddl che porta il suo nome e che stabilisce le norme sull’omotransfobia e prevede l'estensione dei cosiddetti reati d'odio per discriminazione razziale, etnica o religiosa a chi compia discriminazioni verso omosessuali, donne, disabili.
Il ddl Zan, che è rimasto in attesa di tornare in discussione al Senato, è al centro di un aspro dibattito tra centrodestra e centrosinistra, ma Zan è “fiducioso” che nonostante la “partita complicata” alla fine “si troverà un punto di incontro” anche perché “l'Italia è l'unico paese in Europa a non avere una legge contro i crimini d'odio. Non possiamo scherzare sui diritti umani".
Il deputato, che è stato relatore alla Camera, ha chiesto a Lega e Fratelli d’Italia di ritirare la richiesta di “non passaggio agli articoli” con voto segreto. "Se Fdi e Lega volessero partecipare a un'interlocuzione dovrebbero ritirare questa tagliola. Io ascolterò tutti perché nel mio atteggiamento non c'è pregiudizio di fondo ma Fdi e Lega hanno fatto di tutto per ostacolare la legge", ha detto Zan.
Domani, infatti, il parlamentare Dem, insieme alla presidente dei senatori Pd Simona Malpezzi, terrà una serie di incontri con i capigruppo di tutti i partiti a Palazzo Madama per verificare se ci sono le condizioni per una mediazione che non sia al ribasso.
Parallelamente il presidente della commissione Giustizia Andrea Ostellari (Lega) ha convocato alle 17 un tavolo politico sulla legge attesa mercoledì 27 in aula.

Trattative ma non al ribasso

Per Zan c’è “la necessità di fare presto perché nei prossimi due mesi il Parlamento sarà impegnato sulla legge di bilancio, poi sull'elezione del capo dello Stato. È importante fare tutto il possibile per un'approvazione rapida del ddl".
Da parte sua Ostellari, che punta a trovare un’intesa sulle proposte più vicine alla Lega, ha detto che “anche Letta si è arreso all'evidenza: il ddl Zan ha bisogno di modifiche migliorative".
"Serve una mediazione di buonsenso per fare una legge giusta ed efficace - ha detto Ostellari - Senza limitare le libertà e lasciando fuori i bambini. Il percorso di collaborazione era già stato avviato e aveva dato frutti, apprezzati anche da gruppo autonomie e Italia Viva. Ripartiamo da lì”.
E proprio Italia viva, che ha votato a favore del ddl alla Camera, chiede le modifiche in base agli emendamenti che aveva presentato a luglio.

I punti del contendere

Gli elementi che destano maggiore tensione sono legati agli articoli 1, 4 e 7.
In particolare, nell’articolo 7, Iv chiede di eliminare l'espressione "identità di genere" e di rimarcare l'autonomia scolastica in merito all’istituzione della Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.
Per Zan sull'articolo 7 "abbiamo già mediato alla Camera: è una giornata che già per prassi viene celebrata nel nostro paese con interventi del presidente della Repubblica, già di fatto esiste e poi richiama un articolo della buona scuola che prevede percorsi di formazione contro le discriminazioni. Se si vuole cambiare bisognerebbe cambiare a monte la legge sulla buona scuola".
Per quanto riguarda l’articolo 1 in cui si definisce l'identità di genere Zan apre a una mediazione: "Non è un articolo che contiene l'identità di genere, ma contiene le definizioni, compresa quella dell'identità di genere".
"L'articolo uno non era presente nella legge che era stata presentata alla Camera prima dei successivi emendamenti, per cui l'articolo uno non è sicuramente uno degli articoli centrali”.
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