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Prorogato fino al 2023 il Superbonus 110% ma solo per condomini e case popolari

© AP Photo / Michel EulerEdilizia
Edilizia - Sputnik Italia, 1920, 24.10.2021
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Stop ai lavori per le villette e gli immobili unifamiliari. Confermati anche l’ecobonus, il sismabonus e gli sconti per mobili ed elettrodomestici green.
Dalla sua entrata in vigore nel maggio del 2020 il Superbonus 110% ha fatto avviare quasi 46.200 cantieri, soprattutto dopo il decreto Semplificazioni di maggio 2021 che ha sbloccato l’iter di autorizzazione per molti progetti. Il governo Draghi ha deciso di prolungare l’agevolazione anche nella legge di Bilancio 2022, ma con alcune modifiche.
Il Superbonus, quindi, è stato confermato in manovra fino al 2023 ma soltanto per i lavori effettuati nei condomini e nelle ex case popolari. Esclusi, invece, immobili unifamiliari, ville e villette.
Il governo, inoltre, introduce per il periodo successivo al 2023 una riduzione graduale dell’importo dell’incentivo, al 70% per il 2024 e al 655 per il 2025.

Gli altri bonus confermati

Il governo ha stabilito anche il destino di altri incentivi e sgravi relativi all’edilizia: il bonus facciate, il sismabonus, l’ecobonus, gli sconti per mobili e elettrodomestici green.
Il bonus facciate si concluderà nel 2022 e, secondo una precisazione dell’esecutivo, ci si potrà avvalere dello sconto pagando il 10% dei lavori entro il 31 dicembre 2021 e completando il progetto entro l’anno successivo.
Si potrà optare quindi per la fruizione di un contributo sotto forma di sconto in fattura o per la cessione di un credito d'imposta.
È stato confermato anche l’ecobonus al 65% e sconti al 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici green.
Lo stanziamento aggiuntivo è minimo, meno di 40 milioni, nel 2022 (si tratta di crediti di imposta), mentre nel 2023 sono previsti circa 500 milioni che salgono a due miliardi e mezzo nel 2024.

Le proteste per la revisione del Superbonus

Sono stati in molti a protestare per i cambiamenti nell’applicazione del 110%. Sia in campo politico che tra le associazioni di settore.
L'Ance, per salvare l’incentivo anche per gli esclusi, ha proposto di imporre un tetto di reddito per accedere all'agevolazione.
Un’idea nata dai dati emersi sui primi due anni di Superbonus: secondo i dati dell'Enea, oltre l'86% degli interventi riguarda edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti, perlopiù abitate, secondo uno studio dell'Osservatorio dei conti pubblici italiani, da persone con reddito medio-alto e che vivono nelle Regioni del Nord.
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