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Caro Natale, nel 2021 gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più per cenoni, viaggi e brindisi

© Sputnik . Evgeny UtkinUn panettone natalizio
Un panettone natalizio  - Sputnik Italia, 1920, 24.10.2021
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Conseguenza dei costi più elevati di materie prime e carburanti che incidono sul cibo, sulle bevande, sui regali e sui trasporti.
Sarà uno dei Natali più cari degli ultimi anni quello del 2021. Gli italiani spenderanno quasi 1,4 miliardi in più rispetto alle ultime festività natalizie prima della pandemia a causa dei rincari delle materie prime che a cascata si ripercuotono sui beni di consumo.
Secondo una stima di Coldiretti e Codacons solo per il cenone o il pranzo di Natale, per la pasta e il pane si spenderà il 10% in più.
Per i brindisi con vino e spumante l’aumento sarà dell’1,5%, per il panettone si ipotizza un +20%.
Con questi dati, il risultato atteso è che le famiglie spendano 922,5 milioni di euro per pesci, carni e salumi (+2,5%) e 493 milioni per ortaggi, frutta fresca e secca (+2,7%).
Il totale dell’aumento rispetto a due anni fa sarà di 99 milioni di euro.
Per chi deciderà di festeggiare al ristorante, il conto sarà più salato di 8,37 milioni.

Trasporto su gomma e rincari

A influire sul prezzo di molti prodotti, i rincari che si riflettono “sui costi di produzione del cibo ma anche su quelli di confezionamento, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli”, dice Coldiretti.
Con il paradosso che a Natale, dice l’associazione, “a Natale si pagherà più la bottiglia che il pomodoro in essa contenuto”.
Inoltre, con la benzina che costa il 24,7% in più e il diesel il 26,4% in più aumentano anche i prezzi dei prodotti che viaggiano sui camion, l’85% delle merci in Italia.

Il futuro dell'agricoltura a rischio

In questo scenario, ad impennarsi sono anche i costi di produzione in agricoltura per effetto dei rincari delle materie prime che fanno quasi raddoppiare la spesa per le semine, secondo l’analisi della Coldiretti, con un effetto valanga sulla tenuta dei bilanci delle aziende e per le forniture alimentari in settori deficitari, dal grano alla carne fino al latte.
“Con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori – spiega la Coldiretti – sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione”.
In salita anche le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali, dal mais alla soia.
“In gioco c’è il futuro dell’agricoltura italiana” secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
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