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Bassetti: chi nega i morti del Covid è come i terrapiattisti

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaPaziente in terapia intensiva
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 23.10.2021
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L'infettivologo del San Martino di Genova è intervenuto per chiarire il report dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha sollevato dubbi sui dati reali delle vittime del coronavirus in Italia.
Matteo Bassetti ha duramente attaccato chi nega le morti per Covid, paragonando queste persone ai terrapiattisti e accusandoli di "generare confusione", dopo i loro commenti sul report dell'Iss, secondo cui le morti per la potenza del coronavirus sarebbero state solo poco più di 3mila, mentre oltre 130mila erano pazienti con patologie gravi o croniche.

"Pur essendo stato uno di quelli che ha sempre detto che i numeri dei decessi, soprattutto nel primo periodo, andavano rivisti e analizzati, mi vergogno di vivere in un Paese in cui c'è qualcuno che guarda quel report dicendo che su 130mila morti, solo 3mila sono morti di Covid. Fate tacere questi terrapiattisti e negazionisti", un passaggio del post su Instagram dell'infettivologo ligure.

Per Bassetti non è giusto dire che "uno che è sovrappeso, che ha un po' di diabete o che prende la pastiglia per la pressione è morto dei suoi problemi e non di Covid", rilevando che, se non fossero stati contagiati dal coronavirus, "avrebbero potuto vivere ancora per molto."
Parlando con Adnkronos della situazione epidemiologica del Covid in Italia, tracciata dall'Istituto Superiore di Sanità, Bassetti ha sostenuto che "l'aumento di incidenza e Rt non deve preoccupare".

"Guardiamo gli ospedali dove i reparti Covid sono quasi vuoti", ha sottolineato il medico.

Ha poi osservato che il successo della campagna di vaccinazione in Italia, con ben oltre l'80% della popolazione maggiore di 12 anni vaccinata, ha messo il Paese in "grande sicurezza", ma la certezza che il coronavirus non creerà più problemi al Paese arriverà solo quando l'Ema autorizzerà il vaccino anti-Covid per i bambini da 5 a 11 anni.
"Nei prossimi 2-3 mesi ci mettiamo in assoluta sicurezza", ha affermato.
Solo la stagione invernale potrebbe creare qualche difficoltà, ha concluso Bassetti.
"Ci aspettano i mesi freddi, dove avremo un incremento in generale delle malattie respiratorie, l'influenza, e il Covid potrà tirare di nuovo tirare su la testa, ma non credo che arriveremo a vedere i numeri del passato".
In precedenza, Bassetti aveva sostenuto che l'influenza sarebbe diventata un grosso problema, dal momento che lo scorso anno, grazie ai lockdown e alle rigide misure anti-contagio, è stata pressoché assente, pertanto tra la gente non si sono sviluppati gli anticorpi.
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