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"E' ormai andata": i documenti degli ultimi giorni di Hitler svelati dagli storici

© flickr.com / Marcus WinterBunker di Adolf Hitler
Bunker di Adolf Hitler - Sputnik Italia, 1920, 23.10.2021
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Uno dei due autori del libro che presentava gli storici documenti in questione li avrebbe definiti come "vere e proprie testimonianze di storia".
È stata fatta nuova luce sugli eventi accaduti a Berlino durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, grazie agli sforzi degli storici Xavier Aiolfi e Paul Villatoux, che sono riusciti a mettere le mani su una serie di carte inviate dal bunker di Hitler in quel periodo , riporta il Daily Mail.
Secondo il quotidiano, circa 70 documenti furono scoperti nel novembre 1945, nell'ufficio del segretario privato di Hitler, Martin Bormann, dal capitano Michel Leroy, un soldato francese che “irruppe nel bunker alla fine della Seconda Guerra Mondiale e custodì le carte fino alla sua morte”.

“Qui è ormai andata. Il capo rimarrà qui, qualunque cosa accada. L'atmosfera è chiara", diceva uno dei documenti, un telegramma inviato da Bormann dopo che Hitler aveva annunciato che si sarebbe suicidato piuttosto che fuggire da Berlino.

Un altro documento è un "commovente disegno a fiori ed insetti colorati" realizzato dalla figlia di Bormann.
Facendo notare che questi documenti sono eccezionali perché "quasi tutto nel bunker è stato bruciato in modo che non cadesse nelle mani delle truppe sovietiche", Aiolfi li ha definiti "vere testimonianze di storia".

"Più di 75 anni dopo gli eventi, odorano ancora di umidità e hanno tracce di ustioni", ha detto. "Hanno un notevole significato politico perché appartenevano a Martin Bormann, che era un indispensabile esecutore dei piani di Hitler".

Aiolfi ha anche indicato un documento particolare che ha definito "il più emblematico": un telegramma in cui Hitler dava "i suoi ultimi ordini per la difesa di Berlino".
"Ha manovrato unità che non esistevano più o non erano più in grado di raggiungere la città, eppure era convinto che la Provvidenza avrebbe salvato il suo esercito", riflette lo storico. "È chiaro da questi ordini che credeva ancora di poter vincere la battaglia di Berlino e sconfiggere i sovietici. Pensava che questo lo avrebbe messo in una posizione di forza per negoziare un trattato di pace e mettere gli alleati contro la Russia".
I documenti sono stati ora presentati in un libro di Aiolfi e Villatoux, intitolato "The Final Archives of the Fuhrerbunker".
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