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Lega e Fdl dividono destra UE. Il loro ''no'' a risoluzione su Polonia imbarazza gli alleati

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Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 22.10.2021
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A dividere sono Lega e Fratelli d'Italia, solidali con la decisione della Corte costituzionale polacca. Mentre Berlusconi, ma anche lo stesso Salvini, rassicurano gli alleati europei per la costruzione di una grande coalizione di destra europea. Draghi netto: ''L'Italia appoggia in maniera fermissima la posizione dell'UE sulla decisione polacca''.
Scoppia un caso politico a Bruxelles, dopo che la Lega con Salvini e Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni si sono schierati contro la risoluzione del Parlamento Europeo che condanna la sentenza della corte costituzionale polacca, la quale non riconosce, in pratica, il prevalere del diritto comunitario su quello nazionale.
Nello stesso tempo, però, Salvini telefona a Marine Le Pen e rinsalda con i vicini d'oltralpe l'intento di costruire un nuovo gruppo di centrodestra a Bruxelles.
Anche Silvio Berlusconi vola a Bruxelles, ad un vertice del Ppe, per rassicurare gli alleati europei sull'appartenenza della destra italiana all'interno del gruppo europeista di centrodestra.
La votazione ''contro'' da parte del gruppo parlamentare di Identità e Democrazia, di cui fa parte la Lega, e del gruppo dei Conservatori dell'Ecr, di cui fa parte Fratelli d'Italia, suscita però la sorpresa dell'Unione Europea, finendo a tenere banco nella riunione del parlamento europeo.

''La Commissione Europea sta analizzando la sentenza della corte suprema polacca, ma posso già dirvi che sono fortemente preoccupata, perchè essa mette in discussione la base dell'Unione Europea, afferma la presidente della Commissione europea.

Forza Italia, insieme a Pd e M5S, hanno votato a favore della risoluzione che ha bollato il tribunale costituzionale polacco di illegittimità, dichiarando che la decisione del governo polacco di valutare come preminente e prevaricante la costituzione polacca su quella europea è un ''preoccupante precedente'', ed illegittima la decisione della Polonia di valutare le disposizioni del Tue (il trattato sull'Unione Europea, altrimenti noto come trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993 - n.d.r.), come incompatibili con la costituzione polacca.
A seguito, l'intervento agguerrito al Parlamento Europeo, che ha visto la presidente Ursula Von der Leyen anche citare in modo retorico il famoso sindacato Solidarnosc, che ha dato il La alla rivolta polacca, che ha poi portato il paese a staccarsi dall'Urss, nel lontano 1989.
La presidente si è poi rivolta al Paese direttamente in polacco, affermando:
"Polonia! Sei e sarai sempre nel cuore dell'Europa"
Berlusconi, in qualità di garante del centrodestra italiano, rassicura gli alleati europei:

''Ci deve essere tranquillità da parte dei leader europei, il centrodestra è lontano da qualsiasi ritorno al passato'', riporta Agi.

Attacca il senatore del Pd Andrea Marcucci, dichiarando che Lega e Fratelli d'Italia, con la loro votazione, hanno ''confermato di essere ostinatamente contrari all'Europa, alle sue regole, ai suoi diritti ed al suo funzionamento''.
Insomma, il dibattito è infuocato, ora si attende il passo ulteriore da parte della Polonia e quali decisioni prenderà l'Unione Europea, ricordando che quest'ultima ha un importante strumento di ritorsione: il Recovery fund, la cui assegnazione, che comporta ingenti somme, come ben sappiamo, è condizionato al rispetto dello stato di diritto e alle regole imposte da Bruxelles.
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