Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il ritorno di Berlusconi

© AP Photo / Luca BrunoЛидер правоцентристской коалиции Сильвио Берлускони играет в прятки со СМИ в одной из школ Милана, 2000 год
Лидер правоцентристской коалиции Сильвио Берлускони играет в прятки со СМИ в одной из школ Милана, 2000 год - Sputnik Italia, 1920, 22.10.2021
Seguici su
Mette in riga Giorgia Meloni e Matteo Salvini colpevoli di aver sbagliato tutto alle amministrative, dialoga con la Merkel e si prepara alla grande corsa per il Colle dove non esclude di poter giocare da candidato.
Ma in quelle mosse qualcuno vede anche il disegno per un ritorno al proporzionale e la creazione, alle spalle di Lega e FdI, di un grande centro d’intesa con Renzi e Calenda.
Lasciare Mario Draghi alla guida del governo, imporsi come ago della bilancia, o persino come candidato, nella corsa al Quirinale e infine legittimare, ma anche disinnescare, la Lega traghettando Salvini dal sovranismo al Partito Popolare Europeo. Il tutto senza escludere, conclusa la partita per il Quirinale, un salto al centro e un ritorno al proporzionale, in vista del voto del 2023, concordato con Matteo Renzi e persino il Pd.
Matteo Salvini e Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 18.10.2021
Centrodestra diviso sui ballottaggi. Salvini: “Abbiamo più sindaci”. Meloni: “Una sconfitta”
Una mossa che neutralizzerebbe Giorgia Meloni impedendogli di rivendicare la Presidenza del Consiglio anche se Fratelli d’Italia s’imponesse come primo partito. E’ uno dei piani che voci e rumori della politica attribuiscono in queste ore a Silvio Berlusconi. Anche perchè l’ex premier, dato fino a qualche mese fa per morto, sembra redivivo sia politicamente che fisicamente. E l’ennesima resurrezione sembra averlo convinto di rappresentare l’unica alternativa non solo al Pd, ma anche a degli alleati che considera inadeguati a governare il paese.
Convinzione rafforzata dagli errori commessi da Matteo Salvini e Giorgia Meloni alle amministrative. “Io sono il professore in cattedra, loro gli allievi” - ha dichiarato l’ex premier dopo il vertice del centro destra ospitato a Villa Grande, la dimora sull’Appia Antica trasformata nel nuovo quartier generale romano. Un’uscita che fa ben capire come Berlusconi, nonostante il peso degli 85 anni, gli acciacchi fisici e le tribolazioni di una Forza Italia ridimensionata dalle scissioni e dalle divisioni interne si consideri ancora l’unico in grado di guidare il centro destra e garantirgli piena legittimità di governo.
L'ex premier italiano Silvio Berlusconi vota in un seggio elettorale a Milano, 29 maggio, 2011 - Sputnik Italia, 1920, 26.09.2021
Per Berlusconi Forza Italia è pronta a guidare Italia dal 2023
Non a caso il piano attribuitogli è in due tappe. La prima va da qui al prossimo febbraio quando si aprirà la partita per la nomina del prossimo Presidente della Repubblica. Nessuno sa dire se Berlusconi consideri seriamente la possibilità di venir eletto o punti soltanto a portare un uomo di propria fiducia al Colle. Il primo a giocare con quel mistero è il diretto interessato.
“Berlusconi lo vedo in forma, dopo un po' di acciacchi dovuti al Covid. Per il momento non ha idee al riguardo” - ha detto parlando di sé in terza persona prima del vertice del Partito Popolare di Bruxelles di giovedì scorso.
Di certo però la sua assoluzione al processo Ruby Ter e le immagini del suo incontro con la Cancelliera Angela Merkel, presunta nemica di un tempo, stanno regalando a Berlusconi la convinzione di essere il padre nobile del centro destra.
Quella convinzione potrebbe trasformarsi in effettiva candidatura al Quirinale se la Corte Europea dei diritti dell’uomo, chiamata a valutare l’equità del processo conclusosi nel 2013 con la condanna definitiva per frode fiscale, gli regalasse una sentenza favorevole. Forte di quella sentenza Berlusconi potrebbe presentarsi come la vittima di un complotto della magistratura e rivendicare un ruolo da Presidente della Repubblica. In mancanza di una sentenza che potrebbe non arrivare a breve il principale obiettivo del leader di Forza Italia resta quello di evitare un’ascesa al Quirinale di Mario Draghi.
"Sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica. Mi domando se il suo ruolo attuale, continuando nel tempo, non porterebbe più vantaggi al nostro Paese” - ha spiegato il leader di Forza Italia.
Dietro la posizione, in evidente antitesi con quelle di Salvini e Meloni pronti a votare per l’attuale presidente del Consiglio per poi correre alle urne c’è proprio la volontà di evitare un’elezione anticipata. Quell’elezione rappresenterebbe una sconfitta per il leader di una Forza Italia ridimensionata dalle scissioni e lacerata dalle fronde interne.
Бывший премьер-министр Италии Сильвио Берлускони машет репортерам в Риме  - Sputnik Italia, 1920, 30.09.2021
Berlusconi pronto a tornare: “Mancano gli statisti. Salvini o Meloni premier? Non scherziamo”
Meglio, quindi, tentare la scalata di un Colle decisivo per la scelta e la nomina del prossimo premier. Un’operazione comunque non facile. Anche perchè messe insieme Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia al Cavaliere continueranno a mancare una cinquantina di voti. Secondo alcuni una quarantina di quei voti potrebbero arrivare da Italia Viva di Matteo Renzi a grazie alla promessa di una successiva alleanza per un ritorno al proporzionale. L’intesa, per ora solo ipotetica, sarebbe stata discussa lo scorso settembre durante un’incontro nella villa di Berlusconi in Sardegna rivelato dal Corriere della Sera, ma seccamente smentito dalla segreteria di Iv. Un incontro a cui avrebbe fatto seguito l’accordo per una lista comune alle amministrative siciliane della prossima primavera stretto da Gianfranco Micciché, leader di Forza Italia nell’isola, durante un pranzo a Firenze con Matteo Renzi.
Ma ovviamente non sempre dimenticare che proprio le mancate intese tra Renzi e Berlusconi portarono a suo tempo all’imprevista elezione di Sergio Mattarella. Nell’ambito di queste complesse trattative, sul cui sfondo s’intravvede il progetto di un grande centro capace d’aggregare Matteo Renzi e Carlo Calenda, Berlusconi valuterà l’atteggiamento e le potenzialità dei suoi alleati. Per quanto riguarda Salvini e la Lega il Cavaliere ha già le idee chiare. Per legittimarli, ma anche controllarli e disinnescarli, basterà favorirne l’entrata al Partito Popolare Europeo. Un’operazione di maquillage politico in cui Berlusconi è convinto di poter fare da garante nonostante il ruolo di leader dei sovranisti europei rivendicato da Salvini fino a qualche tempo fa.
L’operazione, pur garantendo alla Lega una ritrovata legittimità politica, finirebbe con il privarla dei voti della destra e restituirle il ruolo originario di interprete politico dei ceti produttivi del centro nord. A quel punto Berlusconi dovrebbe risolvere il problema di Fratelli d’Italia. Un problema assai pesante in termini elettorali. Anche perchè l’eventuale conversione centrista della Lega restituirebbe alla Meloni tutti quei voti di destra su cui Salvini aveva messo le mani dopo l’uscita di scena di Alleanza Nazionale. Ma qui si apre la seconda fase del piano. Controllando il Colle, e lavorando al ritorno al proporzionale d’intesa con Renzi, Calenda e il Pd il Cavaliere finirebbe con il condannare Fratelli D’Italia a restare per sempre all’opposizione. O, in alternativa, offrire a Giorgia Meloni il viatico per una ricomposizione al centro simile a quella offerta a suo tempo a Gianfranco Fini con la svolta di Fiuggi.
Certo per ora più che piani sono illazioni, ma una cosa è certa Berlusconi è nuovamente resuscitato. E nonostante i suoi 85 anni non sembra pronto ad abbandonare la scena così facilmente.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала