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La gaffe di Di Maio che indigna i librai: "Così fa pubblicità ad Amazon"

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Luigi Di Maio - Sputnik Italia, 1920, 21.10.2021
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È polemica sul post con cui il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato l'uscita del suo libro autobiografico, invitando i follower a preordinare il volume su Amazon. La rabbia dei librai: "Invocano attenzione per i negozi di vicinato, ma poi, appena possono, usano il click per gli acquisti".
“Dopo quasi dieci lunghissimi anni, vissuti con la massima intensità, ho deciso di scrivere il mio primo libro”. Così, con un post sulla sua pagina Facebook, il ministro Luigi Di Maio annuncia il suo esordio letterario.
“In queste pagine spero di riuscire a trasmettervi con chiarezza il mio punto di vista, raccontando dettagli inediti degli eventi che hanno segnato la storia politica del nostro Paese nell’ultimo decennio”, scrive il capo della Farnesina a proposito del libro Un amore chiamato politica, la biografia del ministro ed ex capo politico del M5S edito da Piemme.
“Ci sarà tanto di me, - promette - della mia storia, ma anche dell’evoluzione del Movimento, delle dinamiche di governo”. Eppure la prima fatica letteraria dell’ex leader dei pentastellati fa già discutere.
Sotto accusa c’è proprio il post pubblicato sui social. Accanto all’annuncio della data di uscita, il prossimo 26 ottobre, infatti, c’è anche un link per preordinare il volume. Ed è proprio il collegamento alla pagina di Amazon che ha fatto infuriare i titolari delle librerie dello Stivale.
La réclame al colosso delle vendite online non è piaciuta all’ALI, l’Associazione Italiana Librai. Insomma, al netto dei proclami dei grillini sulla tutela delle piccole imprese, dei lavoratori e degli artigiani, notano gli addetti ai lavori, è proprio uno dei big del Movimento, e membro di spicco del governo, a sponsorizzare quello che viene percepito come uno dei principali responsabili della crisi del settore.
Un vero e proprio scivolone, che non è sfuggito al presidente dell’associazione, Paolo Ambrosini. "L’Italia è un paese strano, nel quale tutti invocano attenzione per i negozi di vicinato, ma poi, appena possono, usano il click per gli acquisti. E più click significano meno negozi”, annota, citato dal Giornale.it.
“Oggi – attacca ancora il rappresentante di categoria - lo stesso Ministro Luigi Di Maio invita con un post i follower a pre-acquistare sul web il suo libro di prossima uscita, disattendendo gli impegni assunti con le imprese e il suo elettorato, come se le copie pre-vendute non impattassero sull’economia delle librerie, e dimenticandosi che anche le librerie possono pre-ordinare il suo volume".
Ambrosini invita quindi Di Maio a confrontarsi con gli imprenditori del settore e fa appello all’editoria per “usare di più il marketing della vendita fisica e meno quello della prevendita virtuale”.
Insomma, il debutto del ministro in libreria, che segue quello di altri leader come Giorgia Meloni, Enrico Letta, Matteo Renzi, Laura Boldrini e Danilo Toninelli, senza contare quello discusso del ministro della Salute, Roberto Speranza, rischia di essere oscurato dalle critiche prima ancora che il libro arrivi sugli scaffali.
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