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Greta Thunberg contro i leader mondiali: manipolano i dati sull'inquinamento

© Sputnik . Alejandro Martinez Velez / Vai alla galleria fotograficaGreta Thunberg
Greta Thunberg - Sputnik Italia, 1920, 21.10.2021
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La giovane ambientalista svedese ha accusato i leader mondiali di negare la portata della crisi climatica.
L'ambientalista svedese Greta Thunberg ha accusato i leader mondiali di negare la portata della crisi climatica e ambientale, sostenendo che Regno Unito, Stati Uniti e Cina stanno adottando un "approccio creativo" alle statistiche per migliorare i loro indicatori ambientali.
In precedenza, Greta aveva definito l'approccio dei leader mondiali per affrontare le questioni climatiche come "una mancanza d'azione deliberata" e "tradimento delle generazioni presenti e future", in risposta alla loro dichiarazione di intenti per raggiungere la neutralità del carbonio entro la metà del secolo e costruire un'economia verde.
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Greta Thunberg: "paesi lontani dal fare ciò che serve per affrontare il cambiamento climatico"
Oggi, il giornale britannico The Guardian ha pubblicato un articolo a firma di Greta Thunberg sulle questioni legate al clima. L'ambientalista ha affermato che il primo passo per affrontare la crisi climatica dovrebbe essere quello di includere tutte le emissioni nelle statistiche, per fornire un quadro completo della situazione. Secondo Greta, questo approccio non è stato adottato da nessuno dei principali Paesi del mondo, che al contrario usano varie tecniche di pubbliche relazioni per "far sembrare che stanno implementando misure".
"La verità è che non ci sono leader globali nel clima. Non ancora. Almeno tra i Paesi ad alto reddito... La scienza non mente, ma non ci dice cosa fare. Ma ci dà un'idea di cosa fare. Certo, abbiamo il diritto di ignorare e continuare a negare. O nasconderci dietro calcoli intelligenti, scappatoie o statistiche incomplete ", ha scritto la Thunberg.
Un esempio da manuale di questo tipo di approccio, secondo lei, è il Regno Unito.

"Tra il 1990 e il 2016, il Regno Unito ha ridotto il tasso di inquinamento del 41%. Tuttavia, se prendiamo in considerazione l'intera scala delle emissioni nocive nel Paese, ad esempio, dal consumo di merci importate, dal trasporto aereo internazionale, dalle navi e così via, la cifra è diminuita solo del 15% ", ha osservato Greta Thunberg.

Secondo la giovane ambientalista, il Regno Unito non è l'unico Paese "così creativo nel calcolare le emissioni di carbonio".
"La Cina, ora il più grande emettitore di CO2 al mondo, ha in programma di costruire 43 nuove centrali elettriche a carbone, oltre alle mille già in funzione, sostenendo di essere un 'innovatore' ambientale... O guardate alla nuova amministrazione statunitense, che sostiene di star 'ascoltando... la scienza', sebbene, tra molte altre decisioni sconsiderate, abbia recentemente annunciato piani per aprire milioni di ettari per [la lavorazione di] petrolio e il gas... Sembra che gli Stati Uniti non importi, sebbene affermino di essere un leader climatico", ha affermato la Thunberg.
L'articolo è uscito in vista della 26^ sessione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), che si terrà a novembre a Glasgow, in Scozia.
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