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Catanzaro: 41 medici indagati per falsi certificati

© Sputnik . Fabio CarboneAutovettura guardia di finanza
Autovettura guardia di finanza - Sputnik Italia, 1920, 21.10.2021
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Su segnalazione del dirigente dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, le indagini hanno portato al sequestro precauzionale di 46mila euro nei confronti di 13 dei 41 indagati. I sanitari si assentavano dal lavoro, presentando certificati falsi ordinati per telefono. Emerso un meccanismo di ritorsione a danno della Asp.
Si erano assentati in modo del tutto illegittimo e, si sottolinea, in pieno lockdown, mostrando falsi certificati di malattia, sottraendosi così all'espletamento delle proprie funzioni lavorative.
Questo è quello che traspare dalle indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Giulia Pantano e dal Sostituto Procuratore Graziella Viscomi, secondo Adnkronos, che hanno portato a dare esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo per oltre 46mila euro, emesso dal Gip nei confronti di 13 medici del 118.
Come segnalato dal dirigente del servizio di emergenza 118 dell'Azienda Sanitaria Provinciale della città calabrese, numerosi medici si erano assentati per malattia in concomitanza con l'inizio della pandemia di Covid-19.
La cosa aveva, come è comprensibile supporre, rallentato ulteriormente i lavori del reparto del nosocomio.
Dalle indagini successive alla segnalazione effettuata da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della città e dal sequestro dei cellulari degli indagati, era emerso che in primis le patologie indicate nei certificati non erano corrispondenti al vero, e poi che le diagnosi erano state semplicemente ''ordinate per telefono''.

Il tutto era inoltre collegato al tentativo da parte di un gruppo di medici dell'ospedale di riavere un'indennità di cui avevano usufruito per anni, che era stata illegittimamente loro riconosciuta anche per le giornate di ferie, indennità che era stata poi tolta.

Altri sanitari avevano invece deciso di stare a casa, per evitare di contagiarsi e magari contagiare i propri familiari, sottraendo però in tal modo forza-lavoro preziosa in pieno inizio di pandemia.
Alcuni di essi, infine, sebbene risultassero essere ''a casa per malattia'', avevano continuato ad esercitare l'attività professionale privata.
Alla luce delle indagini, allo stato attuale risultano così 41 medici indagati per truffa o falso ideologico (o per entrambi i casi di imputazione - n.d.r.), commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici.
Si è così disposto al sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie di 13 dei 41 indagati.
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