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Letta sogna l'Ulivo 2.0, ma la strada per l'alleanza di centrosinistra è in salita

© FotoEnrico Letta esulta per il risultato delle amministrative 2021
Enrico Letta esulta per il risultato delle amministrative 2021 - Sputnik Italia, 1920, 20.10.2021
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Il progetto del leader Dem si scontra con le resistenze di Calenda, Italia Viva e parte del Movimento 5 Stelle.
Un “campo largo” per battere il centrodestra alle urne ed eleggere il prossimo presidente della Repubblica. Dopo la vittoria (inaspettata) incassata dal Pd alle ultime amministrative, ora il segretario Dem Enrico Letta lavora per federare il centrosinistra e cercare di mettere insieme i Cinque Stelle e il partito di Calenda, passando per Italia Viva.
Del resto, sono stati anche gli endorsement del leader di Azione e dell’ex premier Giuseppe Conte a contribuire alla volata del candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri, che al ballottaggio si è affermato di netto sullo sfidante, Enrico Michetti.

L’obiettivo di Letta ora, come scrive il Messaggero, è rendere “strutturale” questa alleanza tra l’anima barricadiera e quella liberale, con il Pd a fare da fulcro e collante. “Gli elettori sono decisamente più avanti di noi: si sono saldati e fusi”, ha detto il segretario Dem in conferenza stampa.

Ma sia sul fronte pentastellato che dalle file del partito dell’ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Renzi non tutti sembrano entusiasti della prospettiva della nascita di quello che è stato già ribattezzato Ulivo 2.0.
Ad essere scettico non è soltanto Calenda, che già in vista del ballottaggio nella Capitale aveva fatto appello a Gualtieri per evitare l’ingresso di esponenti del M5S in giunta e che ora avverte Letta che “la frattura è tra elettorato responsabile, democratico ed europeista e chi cavalca disagio e paure. A destra e a sinistra".
Insomma, l’idea che accarezza il capo di Azione è piuttosto quella di una federazione libdem, come quella proposta da Benedetto Della Vedova. Il dato da cui parte l’esponente di Più Europa, intervistato dall’Adnkronos, è quello della "sconfitta, netta e oltre ogni aspettativa, del fronte sovranista e antieuropeista", unita alla "disfatta dei 5 Stelle".
Per questo preferisce parlare di “federazione dell'area liberal democratica", con Pd, Più Europa, Calenda e Italia Viva da far scendere in campo già per la partita del Colle.
In casa Cinque Stelle sono molti i dirigenti scettici sul “campo largo”. Il problema non sono soltanto i battibecchi tra Conte e Calenda, che non perdono occasione per punzecchiarsi, ma anche la presenza di Renzi in un eventuale raggruppamento di centrosinistra.
Senza contare che anche all’interno del Pd ci sono correnti che da tempo scalpitano per affrancarsi dall'alleanza con il M5S.
Anche Italia Viva ci tiene a mettere i puntini sulle i. “Con Conte ci siamo già stati e abbiamo deciso che la sua esperienza è stata fallimentare per il Paese e, quindi, è inutile riproporre un’esperienza fallimentare”, commenta Ettore Rosato, coordinatore del partito, intervistato dal Giornale.it.
Secondo l’Agi, però, Letta sarebbe determinato a perseguire l’obiettivo e non avrebbe intenzione, almeno per ora, di svestire i panni del federatore. Tanto più dopo il successo registrato alle urne.
Anzi, secondo fonti della stessa agenzia di stampa, i piani del segretario Dem andrebbero addirittura oltre, con l’obiettivo di coinvolgere anche Forza Italia nella scelta del prossimo presidente della Repubblica.
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