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Spagna, vittime dell'olio di colza si chiudono nel Museo del Prado e minacciano il suicidio

© Fotovittime olio di colza
vittime olio di colza - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2021
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Un gruppo di sei persone, colpite dalla sindrome tossica dell'olio di colza, ha organizzato una protesta nella sala Diego Velázquez del museo del Prado di Madrid, minacciando di ingerire delle pillole avvelenate nelle prossime ore, se non otterranno un incontro con il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez.
L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione 'Seguimos Viviendo', che raggruppa le vittime dell'intossicazione da olio di colza, che da decenni chiedono risarcimenti e assistenza sanitaria per i danni subiti.
L'associazione rimarca, in una dichiarazione, che si è trattato di un "atto di dolore". I manifestanti si sono schierati di fronte al dipinto Las Meninas, l’opera maestra del pittore andaluso, con uno striscione che recita "40 anni avvelenati e condannati a vivere come nel 1981 per l'abbandono del governo".
I manifestanti minacciano il suicidio, nel caso non venissero ascoltati dal Primo Ministro, Pedro Sánchez. "Se stanno aspettando la nostra morte per porre fine al problema, allora dovremo usare ciò che rimane della nostra vita spezzata e dare loro il privilegio di assistere dal vivo al nostro eterno riposo", hanno detto. Tra sei ore potrebbero iniziare a prendere le pillole, minacciano.
L'atto avviene oggi, 19 ottobre, in concomitanza con il 40° anniversario dell'approvazione del decreto legge per la tutela delle vittime da sindrome tossica e dei loro familiari.

L'intossicazione più grande della storia spagnola

40 anni fa, la Spagna visse la sua più grande crisi sanitaria da intossicazione alimentare a causa dell’olio adulterato. Secondo i dati dall'Organizzazione dei consumatori e degli utenti (Ocu), quella grave crisi provocò la morte di circa 5 mila persone e l'avvelenamento di 60mila.
La causa dell'avvelenamento fu attribuita a una partita di olio proveniente dalla Francia, denaturato con anilina e venduto come olio d'oliva a un prezzo stracciato.
L’olio venduto come olio d’oliva era in realtà al 60% olio di colza (seme di ravizzone) denaturato e, il resto, olio di sansa d'oliva e, in alcuni casi, di grassi animali.
Attualmente, circa 20 mila persone continuano a soffrire delle conseguenze dell'intossicazione, gran parte dei quali ha subito conseguenze irreversibili.
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