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Russia-NATO: Nelle crisi la Russia è un partner imprescindibile del quale la NATO deve tener conto

© Sputnik Russia, NATO
 Russia, NATO - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2021
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Dal 1° novembre, Mosca sospende il funzionamento della sua missione presso la Nato e le operazioni della missione militare di collegamento della Nato a Mosca. Lo fa sapere il ministro degli Esteri Sergei Lavrov.
“In risposta alle azioni della Nato, sospendiamo le operazioni della nostra missione permanente presso l'Alleanza, compreso il lavoro del principale rappresentante militare, a partire dal 1° novembre, ma forse potrebbe essere necessario qualche giorno in più", ha detto Lavrov in conferenza stampa a Mosca.
Che effetto potrebbe produrre lo stop con i rapporti Nato sui rapporti tra Mosca e l’Occidente? Per un approfondimento, Sputnik Italia ha raggiunto Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends, International Institute for Global Analyses.
— Dott. Graziani, dal 1° novembre la Russia sospenderà i legami diplomatici con la NATO. È stata una notizia che l’ha colta di sorpresa, oppure с’erano già dei presupposti concreti?
I rapporti tra la Federazione Russa e la Nato sono sempre stati tesi, se si eccettua il breve periodo che intercorse tra il 2002 e il 2008, vale a dire dalla “Dichiarazione di Roma”, firmata a Pratica di Mare nel corso del vertice NATO-Russia, fino alla crisi georgiana e la tensione nel 2014, con un’altra crisi internazionale, quella relativa alla Crimea. Tenuto conto di ciò, la notizia non mi ha affatto colto di sorpresa.
La decisione di Mosca di sospendere i legami diplomatici a partire dal primo novembre era, a mio avviso, nell'aria; essa risulta essere la risposta, peraltro scontata, all'espulsione degli otto diplomatici russi della scorsa settimana. È, in sostanza, un altro episodio della “guerra delle espulsioni” di diplomatici iniziata tra Russia e USA nel marzo del 2018, che tuttora perdura e interessa alcuni paesi dell'Alleanza NATO (ad esempio la Gran Bretagna) e la stessa organizzazione della NATO, come sta accadendo in questi giorni.
"La Russia non continuerà a fingere che un cambiamento nelle relazioni con la Nato sia possibile nel prossimo futuro", ha sottolineato il ministro degli esteri russo, annunciando la rottura con la NATO. Con tale affermazione, il ministro Lavrov cerca di mettere un punto fermo in merito alle pessime relazioni NATO-Russia. In definitiva, Lavrov non vuole lasciare nel vago i rapporti tra l'organizzazione atlantica e la Federazione. Molto semplicemente, su tale questione, dà l'impressione di non voler perdere altro tempo ed energie: ora la prossima mossa spetta a Stoltenberg.
— Che effetto potrebbe produrre lo stop alla missione Nato nella capitale russa sui rapporti tra Mosca e Bruxelles, e Mosca e Roma, in particolare?
Certamente un effetto negativo, a causa del fatto che i paesi membri dell'Unione sono anche membri dell'Alleanza atlantica. Tuttavia, questi ultimi screzi tra la Federazione e la NATO sono da leggersi anche in riferimento alla strategia che gli USA stanno mettendo in campo contro il costituendo asse Mosca-Pechino. C’è da aggiungere, al fine di avere un quadro più completo possibile, che con l'espulsione degli otto diplomatici di una settima fa, la NATO ha inviato un segnale non solo, ovviamente, alla Russia, ma anche ai suoi alleati, come la Francia e la Germania, che intrattengono relazioni con Mosca e Pechino. Per quanto concerne l’Italia, Roma seguirà le indicazioni della NATO.
— A Suo avviso, si potrà un giorno tornare allo spirito di “Pratica di Mare”?
Allo stato attuale, non sembrano esserci le condizioni per tornare allo spirito di Pratica di Mare. Nel 2002, il presidente del Consiglio Berlusconi e il presidente della Commissione europea Prodi perseguivano in riferimento ai rapporti con la Russia un progetto simile: Italia e Unione Europea come ponte di collegamento tra il sistema occidentale a guida statunitense e la Federazione Russa. Ora le condizioni sono mutate ed anche gli uomini…
— L’Italia, guidata dall’autorevole Mario Draghi, che si rende conto che la Russia è un attore fondamentale per gestire l'attuale situazione di crisi in Afghanistan e altri dossier internazionali, potrebbe realizzare un’operazione di avvicinamento, come una volta è riuscito a fare Silvio Berlusconi?
Mi sembra che l'atteggiamento del governo Draghi nei confronti della Russia non si discosti molto da quello di Washington e da quello del segretario generale della NATO. Va detto con chiarezza, Roma, per quanto riguarda la sicurezza, subisce un vero e proprio ricatto da parte della NATO: non ha gradi libertà sufficienti e dunque capacità decisionale. Tuttavia, se ci sono margini di manovra per tentare di ricostruire una relazione più stabile e reciprocamente fruttuosa per la Federazione, l'Unione europea e l’Italia, ciò sarà possibile solo e soltanto se Roma, Parigi e Bonn - di concerto - si assumeranno la responsabilità di perseguire una politica estera comune che abbia l'obiettivo di porre l'Europa come spazio geopolitico di equilibrio tra gli Usa e la Federazione Russa.
In riferimento alla gestione delle crisi internazionali in atto, in particolare l'Afghanistan e il Nord Africa, la Russia è, come lei sottolinea, un partner fondamentale dal quale non si può prescindere e del quale la NATO, in quanto dispositivo militare-diplomatico, deve tenere conto. Quindi, a mio avviso, una ripresa del dialogo può aver luogo se da parte di Stoltenberg c'è la volontà di risolvere le crisi internazionali attuali.
L'opinione dell'autore può non rispecchiare la posizione della redazione
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