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Israele, approvato budget di €1,3 miliardi per possibile attacco contro strutture nucleari iraniane

© REUTERS / Amir CohenCaccia F-35 di Israele
Caccia F-35 di Israele - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2021
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Israele avrebbe approvato un budget di 5 miliardi di New Shekel (ILS), approssimativamente 1,3 miliardi di euro, per finanziare mezzi e addestramenti, in vista di un possibile attacco contro il programma nucleare iraniano, secondo quanto riportato dai media israeliani.
Secondo quanto riferito, il budget include denaro per una varietà di aerei, droni per la raccolta di informazioni e un arsenale specifico per tale operazione, che dovrebbero essere in grado di colpire strutture sotterranee fortemente sorvegliate.
Il budget dovrebbe includere i 3 miliardi di ILS già previsti nel budget precedente e altri 2 aggiunti dal prossimo budget del governo, che dovrebbe essere adottato a novembre.
Il rapporto segue una recente dichiarazione dell'aeronautica statunitense, secondo la quale il suo nuovo 'bunker buster', il GBU-72 Advanced 5K Penetrator, avrebbe superato con successo il test. Secondo il resoconto dei media israeliani, la bomba da 2.260 kg, potrebbe essere utilizzata per colpire gli impianti nucleari iraniani.
Il Times of Israel, citando il rapporto locale di Channel 12, ha indicato tuttavia che il GBU-72 è pensato per essere trasportato da un jet da combattimento o da un bombardiere pesante, ma Israele non ha bombardieri in grado di trasportare questi enormi ordigni in dotazione agli Stati Uniti. Al contrario, una bomba anti-bunker più piccola, la GBU-28, sarebbe già stata segretamente venduta a Israele nel 2009, nonostante sia improbabile che questa possa essere in grado di penetrare un obiettivo come la centrale nucleare iraniana di Fordow, che si trova nelle profondità di una montagna.
Israele ha "molto accelerato" i preparativi per l'azione contro il programma nucleare iraniano, secondo il capo di stato maggiore dell'IDF Aviv Kohavi, che ha confermato che la grossa fetta dell'aumento del bilancio della difesa è destinato proprio a questo scopo, osservando che si tratta di un compito considerevolmente difficile, che richiede molta intelligence, capacità operativa e armamenti.
Il primo ministro dello Stato ebraico Naftali Bennett, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di fine settembre, era stato lapidario riguardo al programma nucleare iraniano.
"Ha raggiunto un momento di svolta, e così anche la nostra tolleranza", aveva detto a New York, "Le parole non impediscono alle centrifughe di girare... Non permetteremo all'Iran di acquisire un'arma nucleare".
L’Iran ha iniziato ad arricchirsi di uranio, a valori vietati dal precedente accordo sul nucleare, da quando tale accordo non venne osservato unilateralmente dall’amministrazione Trump, arrivando poi ad accusare la comunità occidentale di doppia morale nei suoi confronti, dato che si ritiene che Israele di testate nucleari ne abbia in dotazione forse già un centinaio.
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