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Green pass, in Sicilia due deputati regionali respinti all'ingresso dell'Ars

© FotoAngela Foti
Angela Foti - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2021
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I deputati regionali Angela Foti e Sergio Tancredi sono stati bloccati agli ingressi della sede del parlamento siciliano perché hanno rifiutato di mostrare il certificato verde (di cui sono in possesso).
Regolarmente in possesso del Green pass, rifiutano di mostrarlo ai vigilanti e vengono bloccati all'ingresso di Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. È accaduto ai due deputati regionali di Sicilia Attiva, il vice presidente dell'Ars Angela Foti e il capogruppo Sergio Tancredi.
Quest'ultimo ha chiamato il 112 per denunciare quello che ha definito un abuso e successivamente si è recato in caserma per formalizzare la denuncia.

"Mi rifiuto di presentarlo, la questione è giuridica, io sono stato eletto dal popolo, mi si impedisce, con un provvedimento amministrativo, di svolgere le mie funzioni parlamentari di rappresentanza", ha dichiarato ai giornalisti.

Prima sono stati fermati al varco di accesso in auto, poi all'ingresso principale in piazza Parlamento. La Foti ha mostrato di avere il Green pass, ma si è rifiutata di esibirlo.

"La nostra è una battaglia di principio", ha dichiarato. "Ho fatto il tampone - spiega - e l'ho fatto per sgomberare il campo da eventuali illazioni, perché serve per poter lavorare".

Nei giorni scorsi, Tancredi ha diffidato l'amministrazione e l'ufficio di questura dell'Ars.
"Ho chiesto di aumentare a Palazzo i livelli di sicurezza, mettendo a disposizione tamponi brevi, così come fanno molte aziende private", ha riferito. "Avere il Green pass - spiega - non significa non avere il virus, per cui se la questione è sanitaria, si deve procedere in modo diverso".
All'azione del capogruppo di Sicilia Attiva, l'Ars ha risposto di aver agito applicando i provvedimenti nazionali, secondo quanto ha riferito Foti. I due deputati hanno infine firmato una dichiarazione comune, in cui definiscono il Green pass discriminatorio e chiedono allo Stato di tutelare il diritto al lavoro e il dialogo con le minoranze.

“C'è in gioco il principio di base della democrazia e delle libertà personali, non possiamo che essere contrari a questa imposizione, - si legge nella nota - che obbliga all’acquisizione di un certificato per poter ottenere persino il diritto al lavoro sancito dall’articolo 1 della Costituzione. Siamo convinti, così come lo sono gli oltre trecento docenti universitari che hanno firmato l’appello contro il green pass, sulla natura discriminatoria di questa misura. La tutela della salute è certamente un diritto fondamentale, ma una democrazia non può dimenticare che altrettanto importante è la tutela delle minoranze che vengono discriminate. Allo stesso modo, oggi testimoniamo come anche ai parlamentari regionali regionali il diritto-dovere a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza assegnato dai cittadini viene subordinato al possesso del certificato, del quale, per senso del dovere, ci siamo muniti. Lo Stato non può continuare ad assecondare lo scontro sociale sulla base di provvedimenti coercitivi e ipocriti, per questo esprimiamo solidarietà ai manifestanti No Green pass, - conclude - la cui repressione è avvenuta in maniera assolutamente sproporzionata e non degna di un Paese civile”.

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