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Attivazione del processo negoziale: precursore del riconoscimento dell’autorità talebana?

© AP Photo / Hussein SayedDelegazione talebani
Delegazione talebani - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2021
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Il 14 ottobre una delegazione talebana si è recata in visita in Turchia. Come dichiarato dal ministro turco degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu, ad Ankara, la Turchia ha discusso con la delegazione dei talebani il rimpatrio dei profughi afghani.
Il 20 ottobre, la delegazione dei talebani* parteciperà all’incontro 'formato Mosca' sull’Afghanistan. Gli esperti turchi hanno rilasciato un’intervista a Sputnik, in cui hanno commentato il crescente numero di negoziati che diversi Paesi stanno svolgendo con i talebani.
Doğacan Başaran

“Dopo che il potere in Afghanistan è passato nelle mani dei talebani, nella comunità internazionale si sono delineate due tendenze. La prima è quella di cooperare su tutti i livelli con i talebani, per evitare che si ripetano gli errori di un tempo. La seconda è quella, invece, di sfiducia nei confronti del movimento. Chi desidera coinvolgere i talebani nella cooperazione internazionale è preoccupato, essenzialmente, dalla possibile radicalizzazione della regione. I sostenitori dei tentativi di prevenzione della radicalizzazione, mediante l’inclusione, sono di fatto quelle nazioni che sono più preoccupate dalle questioni migratorie e di sicurezza. Dopotutto, per interrompere i flussi migratori provenienti dall’Afghanistan è necessario garantire stabilità al Paese. In Afghanistan stanno crescendo i consensi per l’operato dell’organizzazione terroristica ISIS*, mediante la cosiddetta 'Provincia di Khorasan'. I talebani potrebbero svolgere un ruolo chiave nel contrasto all’ISIS.

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Pertanto, oltre alle nazioni confinanti con l’Afghanistan, a intrattenere contatti con i talebani troviamo anche la Russia, relativamente alle questioni in materia di sicurezza, mentre il tema migratorio interessa essenzialmente la Turchia.

“Va detto che, al momento, all’ordine del giorno di Ankara non compare il tema del riconoscimento o meno del movimento talebano. La Turchia ha chiaramente definito i talebani ciò che l’Occidente e il mondo si aspettano dal movimento. Non prevediamo che la Turchia prenda una posizione differente da quella dell’ONU, in primis, e della comunità internazionale, in generale. Sebbene la Turchia svolga comunque un ruolo importante nel processo relazionale con l’Afghanistan, non è in questo senso l’unico attore coinvolto. In questo processo, per la Turchia è importante anche il ruolo del Qatar. La Turchia conferisce grande rilevanza al contributo costruttivo del Qatar e supporta tutte le iniziative di Doha sul tema Afghanistan. L’aeroporto di Kabul è uno dei temi”.

“Possiamo dire che, nella comunità internazionale, l’approccio nei confronti dei talebani ha cominciato ad attenuarsi a favore dell’idea di includere l’Afghanistan nei processi di cooperazione internazionale. Non si pensi, però, che i Paesi stiano riconoscendo rapidamente il neonato governo talebano. E, a riprova di questo, v’è l’invito del Qatar a non affrettarsi a riconoscere i talebani. Invece di riconoscerli ufficialmente, gli attori coinvolti cominceranno de facto a collaborare con loro. Le prime vere iniziative sul tema del riconoscimento dei talebani potrebbero essere poste in essere dal Pakistan, dal momento che Islamabad, al momento, sta mobilitando attivamente la propria rete diplomatica sul tema del riconoscimento dei talebani. Tuttavia, è probabile che altre nazioni aspettino di vedere cosa faranno gli USA prima di agire. Proprio per questo motivo il Pakistan ha invitato gli USA a riconoscere l’autorità talebana. Tuttavia, nel caso in cui la loro autorità venisse riconosciuta da una potenza globale come la Cina, alcune nazioni potrebbero decidere di riconoscere comunque il governo talebano, senza attendere il consenso statunitense”.
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Oytun Orhan

“Con l’avvento di una nuova epoca, sia le nazioni della regione mediorientale sia gli attori esterni devono decidere che forma assumeranno le relazioni che intrattengono con i talebani. La decisione si baserà anche sulle posizioni che i talebani assumeranno in materia di politica estera e interna. C’è effettivamente la volontà di costruire delle relazioni, ma la comunità internazionale ha anche delle aspettative ben precise. Durante i negoziati che la Turchia ha condotto con i talebani, si è parlato della necessità che in Afghanistan i talebani formino un governo inclusivo e stabiliscano con maggiore precisione una linea condivisa del movimento sul tema dei diritti delle donne”.

Secondo l’esperto, i talebani hanno capito che a loro conviene comportarsi in maniera più responsabile, in modo da favorire la ripresa dell’Afghanistan e risolvere i problemi economici:

“Uno degli elementi chiave è evitare che l’Afghanistan diventi una base per le organizzazioni terroristiche. Un tempo, questo scenario portò all’invasione statunitense e alla rimozione dei talebani dal potere. In futuro, sarà importante valutare come si comporteranno i talebani con alcune organizzazioni terroristiche, in primo luogo al-Qaeda*, sul tema dello sfruttamento del suolo afghano come base per attaccare nazioni terze. Su questo i talebani, perlomeno a parole, stanno veicolando ai Paesi vicini e alla comunità internazionale un messaggio positivo. La Turchia e la comunità internazionale, però, sono caute con questo ottimismo”.

*Organizzazioni terroristiche estremiste illegali in Russia e altri paesi
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