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Magrini (Aifa): “Green pass strumento prezioso. Adesso somministrare rapidamente le terze dosi”

© Sputnik . Alexey Danichev Vaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 18.10.2021
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Terza dose alle categorie più fragili. E proseguire con la campagna vaccinale, con i preparati a mRna che danno risposte rapide alle varianti.
Il green pass “è un contributo importante per il ritorno alla normale vita sociale” e uno “strumento prezioso nella pubblica amministrazione e in azienda”, dice il direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini, parlando al Corriere della Sera.
E si dice convinto che anche la fascia residuale dei contrari al vaccino tra gli ultra 50enni possa essere persuasa a immunizzarsi: “È una popolazione molto eterogenea, composta da timorosi e incerti e anche da chi vive ancora le paure legate al vaccino AstraZeneca e in particolare ai rarissimi eventi trombotici. Credo che tanti non vaccinati possano essere riavvicinati offrendo i vaccini a mRna”.
E questo tipo di vaccini “possono essere modificati in pochi mesi per poter rispondere a nuove ondate” e nuove varianti.

Velocizzare le terze dosi per un inverno più tranquillo

La copertura vaccinale in Italia si aggira tra l’80 e l’85%, è un “livello elevato e garantisce protezione a molti e bassissima circolazione del virus. Contiamo di aumentare la percentuale ancora un po’ per essere maggiormente al sicuro il prossimo inverno ma non bisogna abbassare la guardia e procediamo con le terze dosi”.
Secondo Magrini l’Italia “è ora in una situazione migliore rispetto a molti Paesi europei” grazie al contenimento, ai vaccini e al green pass.
Adesso “la terza dose è importantissima per gli immunodepressi, gli ultraottantenni e i fragili ed è importante anche tra i 60 e gli 80 anni”.
Mettendo in sicurezza “rapidamente almeno le prime tre categorie tra ottobre e novembre avremo preservato i più a rischio per il prossimo inverno”.

I monoclonali della discordia

E sull’indagine della Corte dei Conti sugli anticorpi monoclonali risponde: “Non abbiamo mai ricevuto alcuna proposta di cessione gratuita, uso compassionevole né fornitura per studi clinici dell’anticorpo monoclonale Bamlanivimab da parte dell’azienda Eli Lilly che invece ha sempre spinto per un’approvazione e vendita del suo prodotto”.
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