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Covid, Crisanti: "Serve terza dose, sennò rischiamo i numeri inglesi"

Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 18.10.2021
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L'immunità è destinata a calare ed è dunque necessaria la terza dose per evitare gli stessi numeri della Gran Bretagna.
L'immunità, col tempo, è destinata a calare ed è dunque necessaria la terza dose di vaccino anti-Covid per evitare gli stessi numeri della Gran Bretagna. Lo ha detto Andrea Crisanti al La Stampa, citando "studi soliti" che dimostrano come "dopo sei mesi la protezione contro l'infezione cala dal 95 al 40% e contro la malattia grave dal 90 al 65".
"Non sappiamo quanto duri, ma in altre vaccinazioni vale per anni. Certo pone ulteriori problemi sociali interni ed etici rispetto al terzo mondo, anche se dubito che questi vaccini siano utilizzabili nei Paesi svantaggiati. Il picco della campagna vaccinale è stato tra aprile e luglio, dunque da novembre a febbraio potremmo avere problemi. Per questo serve la terza dose”, ha affermato il professore di Microbiologia dell'Università di Padova.
Per scongiurare "l'effetto inglese" arrivare "al 90% dei vaccinati garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono", osserva Crisanti.

L'effetto Green pass

"L'effetto Green Pass dimostra che è ancora possibile convincere a vaccinarsi, cioè salvare vite, per cui attenzione a non regalare gli impauriti ai No Vax”", ha dichiarato Crisanti, secondo cui il Green pass è "la spinta giusta" per "coinvolgere le persone paurose, ansiose e fragili". "L'importante è non regalare ai contestatori, che sono pochi, le persone psicologicamente fragili, che vanno recuperate senza obblighi e imposizioni", aggiunge.
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 18.10.2021
Magrini (Aifa): “Green pass strumento prezioso. Adesso somministrare rapidamente le terze dosi”
Riguardo i tamponi il virologo ritiene che debbano restare a pagamento, ma le aziende dovrebbero essere libere di offrirli ai dipendenti "per non esasperare il conflitto".
Inoltre "sarebbe preferibile fare più molecolari che antigenici, questi ultimi sono meno affidabili e con l'influenza che fa confusione bisogna mettere in sicurezza i luoghi chiusi. In questo senso i nuovi molecolari distinguono tra Sars-Cov-2 e influenza”.

Effetti collaterali dei vaccini

Crisanti infine commenta l'ultimo rapporto Aifa sugli effetti collaterali, che corrispondono allo 0,02% su oltre 84 milioni di dosi di vaccino somministrati.
“Numeri bassissimi che testimoniano la sicurezza dei vaccini, che non possono essere considerati sperimentali dopo miliardi di dosi, mentre le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte", ha affermato.
I decessi correlabili al vaccino sono in tutto 16 mentre la maggior parte degli effetti collaterali è considerata risolvibilce.
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