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Mozione a Forza Nuova, ai margini chi innesca procedure antidemocratiche

© AP Photo / Gregorio BorgiaGiuliano Castellino e Forza Nuova
Giuliano Castellino e  Forza Nuova  - Sputnik Italia, 1920, 17.10.2021
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Approderà il 20 ottobre in Aula alla Camera la mozione del Pd, sottoscritta anche da Movimento 5 stelle e Leu, che impegna il governo ad adottare “i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista”.
Atti simili, che verranno votati sempre martedì prossimo, sono stati depositati dal senatore del Psi Riccardo Nencini e dal senatore di Italia Viva Davide Faraone, a cui hanno aderito il senatore Albert Laniece e i senatori di Italia Viva.
“Forza Nuova è un movimento di estrema destra, per ammissione dei suoi fondatori, di chiaro stampo neofascista. I suoi fondatori, Roberto Fiore e Massimo Morsello, sono stati a suo tempo condannati per associazione sovversiva e banda armata. Rappresentanti autorevoli di Forza Nuova, sono stati organizzatori e protagonisti dell'attacco alla sede nazionale della Cgil, avvenuto nella giornata di sabato 9 ottobre a Roma. L'episodio, senza ombra di dubbio, rientra nel canone dello squadrismo armato, di cui si avvalse il fascismo tra il 1920 e gli anni successivi, sia per la devastazione di circoli, case del popolo, leghe operaie e bracciantili, sedi sindacali, stampa che per l’eliminazione degli avversari politici”. È quanto si legge nella mozione per lo scioglimento di Forza Nuova, presentata dal Psi e dall’Iv.
Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto il primo firmatario di questo documento, il Senatore Riccardo Nencini, Presidente del consiglio nazionale del Partito Socialista Italiano (PSI)
Senatore, potrebbe brevemente sintetizzare i punti cruciali della mozione?
— Chiediamo lo scioglimento secco di Forza Nuova a norma della XII disposizione transitoria della Costituzione italiana, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Quali partiti sostengono la vostra richiesta, lo scioglimento? Avete i numeri necessari per farla approvare?
— Il primo firmatario della mozione sono io, il secondo è il senatore di Italia Viva Davide Faraone e il terzo, Albert Laniece del gruppo parlamentario “Per le Autonomie”. Io sono ottimista riguardo l’approvazione della nostra iniziativa, anche perché c’è l’altra mozione depositata dal PD, Leu e M5S. I parlamentari si richiamano a queste due mozioni e al Senato hanno i numeri per approvarle.
— Nella storia d’Italia un partito politico non è mai stato sciolto con un decreto legge del governo. Vuol dire che Mario Draghi, che è andato a portare la solidarietà del governo nella sede della Cgil, presa d'assalto sabato scorso dai manifestanti contrari al green pass guidati da esponenti dell'estrema destra, dovrà comunque muoversi con estrema cautela, senza alterare il già fragile equilibrio della maggioranza?
— A mio avviso, sciogliere un partito politico non è mai un'operazione da fare con la superficialità. Però nel caso di Forza Nuova stiamo parlando di un movimento capeggiato da soggetti che sono stati già inquisiti dalla magistratura italiana. In più, i fatti accaduti sabato scorso, e in particolare l’assalto armato alla sede sindacale, rappresentano una novità rispetto al passato. Sono fatti nuovi, che rientrano nel canone dello squadrismo armato e che devono essere valutati con la delicatezza del caso. Però, allo stesso tempo, bisogna anche tener conto che si tratta di un fenomeno di straordinaria rilevanza.
Dal punto di vista legislativo, il governo ha a disposizione gli strumenti, tranne la normativa da Lei citata, per agire per decreto legge e chiudere la questione?
— Si, se vuole, senz’altro può farlo senza aspettare una sentenza della magistratura. E se il Senato dovesse approvare le mozioni soprannominate, avrebbe anche un “via libera” parlamentare.
— Il governo potrebbe applicare anche la legge Scelba del 20 giugno 1952, che consente all'esecutivo "in casi straordinari di necessità e di urgenza" di agire per decreto-legge, se un movimento usa la violenza "quale metodo di lotta politico" o "denigra la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza"?
— Io mi comunque richiamerei alla Costituzione…
Il Viminale teme che uno scioglimento forzato potrebbe incitare ancora di più la folla e soffiare sul fuoco delle proteste violente. E Lei cosa ne pensa?
— L’Italia non è uno stato di polizia, ma è un Paese che ha delle forze d’ordine democratiche, che sono in grado, come hanno dimostrato in passato, di fronte al terrorismo e altri fenomeni di una malavita organizzata, di saper reagire con tutela della libertà.
Il governo prepara anche la stretta sui cortei. I sit-in in futuro saranno statici e lontani dai luoghi sensibili. Le piace questa idea?
— Tutte le varie limitazioni di libertà, soprattutto quando non sono giustificate, mi rendono molto scettico. Più che negare, bisogna garantire la libertà di movimento di protesta, ma nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone e della Costituzione. Questo il punto cruciale.
Quindi, coloro che innescano delle procedure antidemocratiche e quant'altro, naturalmente bisogna metterli ai margini.
L'opinione dell'autore può non rispecchiare la posizione della redazione.
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