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Vaccini Covid, l'appello di Papa Francesco: "In nome di Dio liberalizzate i brevetti"

Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 16.10.2021
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Al IV incontro mondiale dei Movimenti Popolari il pontefice propone due misure concrete per uscire dalla crisi economica provocata dalla pandemia di Covid: salario universale e riduzione della giornata lavorativa.
Dal IV Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari (EMMP), arriva l'appello in nome di Dio rivolto da Papa Francesco ai grandi laboratori di liberalizzare i brevetti dei vaccini anti-Covid

"A tutti voglio chiedere in nome di Dio. Ai grandi laboratori, che liberalizzino i brevetti. Compiano un gesto di umanità e permettano che ogni Paese, ogni popolo, ogni essere umano, abbia accesso al vaccino. Ci sono Paesi in cui solo il tre, il quattro per cento degli abitanti è stato vaccinato", ha detto il Papa nel videomessaggio in lingua spagnola per l'evento che si è svolto oggi on line.

Francesco propone anche due "misure concrete" per uscire dalla crisi sociale aggravata dalla pandemia di coronavirus: il salario universale e la riduzione dell'orario di lavoro. L'emergenza sanitaria mondiale ha "fatto vedere le disuguaglianze sociali che colpiscono i nostri popoli", davanti alle quali non si può “ritornare agli schemi precedenti” perché “sarebbe davvero suicida e, se mi consentite di forzare un po’ le parole, ecocida e genocida”, ha detto il Papa ai movimenti.
Ai governi Francesco chiede un “reddito minimo (RMU)” o “salario universale”, affinché “ogni persona in questo mondo possa accedere ai beni più elementari della vita”.
"E' giusto lottare per una distribuzione umana di queste risorse”, afferma.
Oltre al reddito minimo il Papa ritiene necessaria “la riduzione della giornata lavorativa è un’altra possibilità”. Due secoli fa, spiega, “gli operai lavoravano dodici, quattordici, sedici ore al giorno”. Con la conquista della giornata lavorativa di otto ore “non collassò nulla, come invece alcuni settori avevano previsto”.
“Allora – insiste il Papa – lavorare meno affinché più gente abbia accesso al mercato del lavoro è un aspetto che dobbiamo esplorare con una certa urgenza”, perché “non ci possono essere tante persone che soffrono per l’eccesso di lavoro e tante altre che soffrono per la mancanza di lavoro”.
Francesco afferma infine di essere consapevole che le misure proposte sono “necessarie, ma naturalmente non sufficienti, ma le ha volute menzionare “perché sono misure possibili e segnerebbero un positivo cambiamento di direzione”.
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