Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Julian Assange, la compagna: "La Cia voleva ucciderlo, ecco le prove"

© AP Photo / Matt DunhamWikiLeaks founder Julian Assange being taken from court, where he appeared on charges of jumping British bail seven years ago
WikiLeaks founder Julian Assange being taken from court, where he appeared on charges of jumping British bail seven years ago - Sputnik Italia, 1920, 16.10.2021
Seguici su
Stella Moris rivela i piani dell'intelligence americana per far fuori il fondatore di Wikileaks in un'intervista rilasciata a Roberto Saviano per il Corriere. "Bisogna andare a fondo e incriminare i responsabili delle azioni illegali della Cia contro Julian", ha dichiarato.
Gli Stati Uniti avrebbero finanziato l'azienda che si occupava della sicurezza di Julian Assange, negli anni trascorsi nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, per eliminarlo in maniera extragiudiziale.
È questa la durissima accusa che Stella Moris, la compagna del fondatore di Wikileaks, lancia dal Corriere della Sera, in un'intervista rilasciata al giornalista Roberto Saviano.

"Il Paese che sta cercando di estradarlo ha pianificato di ucciderlo in modo stragiudiziale. La chiave per arrivare alla liberazione di Julian è piuttosto semplice: le leggi che esistono dovrebbero essere rispettate, invece che essere sovvertite", afferma.

La Moris nei prossimi giorni sarà in Italia al Salone del Libro di Torino, per l'uscita del libro di Stefania Maurizi Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e WikiLeaks.
Nell'intervista rilasciata a Saviano ha rivelato le denunce di alcuni informatori, arrivate dopo l'arresto del giornalista australiano, oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, in attesa di una decisione definitiva sulla richiesta di estradizione negli USA.

"L’azienda di security (la Uc Global) che doveva proteggere l’ambasciata e Julian, aveva ricevuto pagamenti dal principale finanziatore di Trump e di Pompeo, Sheldon Adelson (ormai scomparso) e che questa azienda faceva quello che diceva la Cia, all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador", ha detto, ricordando che queste informazioni sono state pubblicate dal quotidiano spagnolo El Pais.

"Le testimonianze davanti alla corte hanno rivelato che la Uc Global aveva discusso dei piani per avvelenarlo o rapire Julian nell’ambasciata", prosegue la Morris, mentre una grande inchiesta condotta da un team di giornalisti di Yahoo! News è riuscita a confermare che "la Cia stava davvero cercando di lavorare a come ammazzare Julian nell’ambasciata".
Sarebbe stato lo stesso Mike Pompeo, che a quel tempo era il capo della Cia, a "dare istruzioni alla sua agenzia di preparare 'piani' o 'opzioni' su come uccidere Julian. - spiega Moris - Quindi abbiamo conferme da entrambe le sponde dell’Atlantico che questo era stato seriamente pianificato. Essere stati in grado di confermare che la Cia, allora guidata da Mike Pompeo, aveva pianificato di uccidere un giornalista a Londra, è stato un grande scoop".
Questo è quanto emerge dall'inchiesta, durante la quale i giornalisti hanno interpellato ex agenti o funzionari dell'intelligence statunitense.
La Moris mette in guardia: "Quello di Julian è un caso particolarmente pericoloso, perché è la trasformazione in caso giudiziario di un conflitto politico".

La accuse contro Assange

Assange è stato incriminato per aver ricevuto e pubblicato in Europa dei documenti segreti del governo americano relativi ai crimini di guerra degli Stati Uniti, compiuti in Iraq e Afghanistan, e alle violazioni dei diritti umani compiute.

"L’inchiesta di Yahoo! News rivela un attacco su più fronti messo in atto dalla Cia per 'tirar giù' Wikileaks, e una parte importante di questo attacco era la disinformazione", ha dichiarato la Moris.

I cablo, in particolare, hanno rivelato l'uccisione di due giornalisti Reuters e di altri civili a Baghdad, le uccisioni di civili in Afghanistan e le detenzioni illegali nella prigione statunitense di Guantanamo.
"Gli Stati Uniti - prosegue - hanno ammesso sotto giuramento di non avere prove che una qualsiasi persona sia stata danneggiata da queste pubblicazioni. È la prima volta che gli Stati Uniti cercano di imprigionare un editore per il suo lavoro".
Negli USA, Julian Assange rischia fino a 175 anni di carcere.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала