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Teheran mette in guardia Israele sulle “avventure militari” contro gli impianti nucleari in Iran

© AP Photo / Vahid SalemiUn dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran
Un dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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Dopo che Israele ha intensificato la sua retorica sulla necessità di colpire l’Iran, anche singolarmente, per fermare il programma nucleare del Paese, Teheran ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), avvertendo Tel Aviv contro qualsiasi tipo di "avventura militare" nei riguardi della Repubblica islamica.
Consegnata ieri, giovedì 14 ottobre, e stampata dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la lettera arriva mentre l'Iran si prepara a tornare a Vienna per i negoziati sul rilancio del Piano d'azione globale congiunto (JCPOA) la prossima settimana.
"Avvertiamo il regime sionista contro qualsiasi errore di calcolo o avventura militare contro l'Iran e il suo programma nucleare", ha scritto Majid Takht Ravanchi, ambasciatore dell'Iran presso le Nazioni Unite, riferendosi a Israele.

Ravanchi ha affermato che Israele ha portato le sue "minacce provocatorie e fantasiose... a livelli allarmanti" negli ultimi mesi, soprattutto mentre l'amministrazione Biden a Washington continua a portare avanti lentamente i colloqui di Vienna. “Le minacce sistematiche ed esplicite del regime sionista […] dimostrano che è responsabile degli attacchi terroristici contro il programma nucleare pacifico iraniano avvenuti in passato”.

Il Mossad, l'agenzia di intelligence israeliana, è stata accusata di una serie di misteriosi attentati e incidenti in Iran negli ultimi anni, che hanno preso di mira il programma nucleare iraniano, incluso lo sfacciato assassinio alla luce del sole di Mohsen Fakhrizadeh, uno degli scienziati nucleari più esperti dell'Iran, su un'autostrada fuori Teheran lo scorso novembre.
Il governo israeliano è stato molto critico nei confronti dell'accordo nucleare del 2015, affermando che non avrebbe impedito all'Iran di appropriarsi di un'arma nucleare e avvertendo che il volume e la purezza in aumento dell'uranio arricchito indicavano comunque un pericolo crescente da parte di Teheran.

Al contrario, l'intelligence israeliana è sempre parsa molto meno allarmista, con sia il Mossad che dell'IDF (Israel Defense Force), che affermano che l'Iran non è affatto vicino ad avere una bomba atomica e nemmeno sembra ci stia provando molto.

Teheran avrebbe inoltre rinunciato, per lo meno stando alle dichiarazioni, all'uso di armi nucleari e altre armi di distruzione di massa, con il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei che ha stabilito che queste violano la legge islamica.
La nuova amministrazione israeliana del primo ministro Naftali Bennett si è dimostrata in parte più flessibile nel suo approccio all'Iran, rispetto al suo predecessore, Benjamin Netanyahu, che è stato capo del governo per più di un decennio. Il mese scorso, il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha dichiarato alla rivista americana Foreign Policy che Israele potrebbe accettare il JCPOA se l'amministrazione Biden dimostrasse di avere un "Piano B" praticabile, nel caso in cui i negoziati fallissero.
Tuttavia, mercoledì, il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid ha detto al suo omologo americano, Antony Blinken, durante una conferenza stampa a Washington DC, che Gerusalemme "si riserva il diritto" di colpire prima l'Iran, se necessario.
"Altre opzioni saranno sul tavolo se la diplomazia fallisce", ha detto Lapid. "Dicendo altre opzioni, penso che tutti capiscano - qui, in Israele, negli Emirati e a Teheran - cosa intendiamo".
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