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Norvegia, polemiche dopo strage di Kongsberg: la polizia si era fatta scappare l’arciere assassino

© REUTERSAttacco terroristico a Kongsberg
Attacco terroristico a Kongsberg - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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La polizia norvegese aveva individuato l’autore della strage di Kongsberg quando già era armato di arco e frecce, era minaccioso, ma non aveva ancora ucciso nessuno. Tuttavia, si è fatta scappare il pericoloso sospetto per costringerlo alla resa solo mezz’ora dopo, quando il tragico epilogo era concluso.
Il 37enne danese, convertito all’Islam radicale, Espen Andersen Bråthen, autore della strage di Kongsberg mercoledì sera, l’episodio più sanguinoso avvenuto in Norvegia dopo l’attacco di Anders Breivik del 2011, era già armato di arco e frecce ed era chiaramente minaccioso quando è stato individuato dalla polizia, che è accorsa alle chiamate.
Tuttavia, è riuscito a scappare e, nella mezzora successiva, ha compiuto le tragiche gesta che hanno portato alla morte di 5 persone e il ferimento di altre tre.
La polizia norvegese ha promesso un'indagine approfondita per capire come Bråthen abbia fatto a sfuggire alla prima pattuglia di polizia quando è stato individuato e come, nella successiva mezz’ora, sia riuscito a compiere la strage, nonostante la caccia all’uomo che ha coinvolto una cospicua forza di polizia di 22 pattuglie, unità d'élite, militari e persino elicotteri.

Ricostruzione attuale

Secondo la polizia, per altro già nel mirino delle polemiche, perché Bråthen era già segnalato da anni come pericoloso e radicalizzato, l’uomo era stato individuato in un negozio Coop, appena cinque minuti dopo aver ricevuto le prime segnalazioni di un soggetto armato che correva nella zona. In quella circostanza, Bråthen avrebbe addirittura lanciato diverse frecce agli agenti che gli avevano intimato l’arresto, i quali, tuttavia, non hanno risposto, ha detto il capo della polizia Ole Bredrup Sæverud.
Polizia norvegese - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
Norvegia, attacco con l’arco: Il sospetto era segnalato per conversione all'Islam radicale
“Non sono stati in grado di sparare colpi da soli. Sono stati assistiti da un terzo agente di polizia che è arrivato con equipaggiamento protettivo e poi il malfattore è riuscito a sgattaiolare via", ha detto Sæverud alla TV2, senza spiegare perché fosse impossibile sparare contro il pericoloso sospetto.
La polizia ha successivamente perso i contatti con Bråthen e, nei successivi 34 minuti, questi ha ucciso quattro donne e un uomo, oltre a ferirne altri tre con arco, frecce e un'altra arma, che la polizia deve ancora definire in dettaglio.
"Questo è il tempo che ci è voluto prima che riuscissero a localizzarlo e mettersi in posizione per sparare un colpo di avvertimento e arrestarlo", ha spiegato Ole Bredrup Sæverud.

Regole di ingaggio norvegesi

Di norma, gli agenti di polizia in Norvegia non portano armi da fuoco. Le armi invece sono rinchiuse all'interno delle auto della polizia e gli agenti devono avere un permesso speciale per usarle. Dopo l'attentato di Kongsberg, però, si è subito deciso che la polizia norvegese dovrà essere temporaneamente armata.
Спасательные и полицейские машины возле мечети исламского центра Аль-Нур в Осло - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
Norvegia: attacco con arco e frecce, cinque morti e due feriti
Il servizio di sicurezza norvegese PST e la polizia stanno entrambi trattando l’episodio come un attacco terroristico, descrivendolo come tipico dei fondamentalisti islamici.

Bråthen era segnalato

Sorprendentemente, le persone della sua cerchia ristretta avevano informato le forze dell'ordine sulla pericolosità dell’uomo già nel 2017, con un caro amico che lo aveva descritto come una "bomba ad orologeria". Il capo della polizia Ole Bredrup Sæverud ha ammesso che il danese aveva suscitato "preoccupazioni per la sua radicalizzazione".
Bråthen era stato anche segnalato da una moschea locale. Oussama Tlili, presidente del consiglio di amministrazione del Centro culturale islamico di Kongsberg, ha detto a NRK che l'uomo aveva fatto "un'impressione confusa" e che la moschea aveva preso in considerazione l'idea di denunciarlo alla polizia.
Bråthen aveva persino precedenti condanne. Nel 2012 era stato condannato a 60 giorni di carcere per furto e possesso di droga e nel luglio 2020 gli era stato emesso un divieto di sei mesi di visitare la sua famiglia a Kongsberg, a seguito di minacce di morte contro suo padre.
I media norvegesi hanno descritto Bråthen come un individuo problematico, afflitto da "grandi difficolta mentali per tutta la sua vita adulta". Secondo il quotidiano Verdens Gang, l’uomo è senza lavoro e da alcuni anni vive da solo in un appartamento a Kongsberg, attorniato da una ristretta cerchia di amici.
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