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Lagarde avverte: sulla ripresa ci sono ombre, attenti a ritirare troppo presto le misure di sostegno

© REUTERS / Yuri GripasChristine Lagarde, ex direttore Fmi e nuovo presidente Bce
Christine Lagarde, ex direttore Fmi e nuovo presidente Bce - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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Christine Lagarde è a Washington, dove partecipa alla riunione congiunta del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale, e da qui lancia il suo pacato avvertimento: attenzione a ritirare troppo in fretta le misure di politica monetaria a sostegno della ripresa, perché la fase è delicata.
La ripresa globale prosegue, ma “resta disomogenea e sta comportando delle strozzature evidenti al commercio internazionale” (vedasi le 60 navi piene di container alla fonda davanti ai porti della California), che “gettano un’ombra sulle prospettive di crescita a breve termine dell’economia globale", dice la numero uno dell’Eurotower.
Parole che giungono quando non sono trascorse molte ore dalla pubblicazione della minuta del FOMC di settembre della Fed, la banca centrale statunitense, dalla quale si evince che Jerome Powell è pronto ad avviare una prima fase di riduzione degli acquisti di titoli (cosiddetto tapering) tra novembre e dicembre di quest’anno.
Per il presidente della Banca centrale europea (BCE), “è ancora cruciale che il sostegno delle politiche economiche non sia ritirato prematuramente”, pur facendo notare che adesso tali misure devono essere più selettive e volgere lo sguardo solo a quei settori che ancora hanno reale bisogno di sostegno economico per meglio rilanciare l’attività.

Inflazione alle stelle anche nell’Unione Europea

Misure da non allentare, ma contemporaneamente la domanda repressa e le strozzature nella catena di fornitura dell’offerta (più la speculazione), stanno portando ad aumenti delle materie prime e dei prodotti finali, che fanno schizzare l’inflazione a livelli che nell’Unione Europea non si vedevano da decenni.
Lagarde conosce bene il problema e stima che l’inflazione continuerà a salire anche questo autunno e, forse, anche per tutto l’inverno, visto che proprio il FMI nelle sue ultime stime ha indicato un affievolimento dell’inflazione a partire dalla seconda metà del 2022.
Ad ogni modo, due i fattori principali che potrebbero far salire ulteriormente l’inflazione secondo Lagarde:
“le strozzature dal lato dell'offerta se dovessero durare più a lungo”;
“o se i salari accelerassero oltre il previsto”.
Lagarde crede che “non ci sono evidenze di significativi effetti di spinta salariale sull'inflazione e le aspettative d'inflazione restano ancorate, ma continuiamo a monitorare attentamente i rischi per lo scenario inflazionistico”.
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