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Immagini satellitari mostrano la costruzione di una base navale cinese in Cambogia, rabbia USA

© Foto : CSIS / AMTI / Maxar TechnologiesImmagini satellitari mostrano la costruzione di una base navale cinese in Cambogia
Immagini satellitari mostrano la costruzione di una base navale cinese in Cambogia - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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Cambogia e Cina hanno iniziato a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza nel 2019, con il Dipartimento di Stato USA che ha espresso "serie preoccupazioni" sulla presunta presenza militare della Repubblica popolare nella nazione del sud-est asiatico, in particolare durante la costruzione di nuove strutture presso la base navale di Ream.
Un think tank con sede a Washington ha pubblicato e analizzato le immagini satellitari della base navale di Ream in Cambogia e ha concluso che presso la struttura sono in corso nuove importanti costruzioni.
Studiando gli scatti realizzati dalla società statunitense di mappatura terrestre Maxar, l'Asia Maritime Transparency Initiative ha riferito che in meno di due settimane, nel mese di agosto, sono stati eretti due nuovi edifici lungo la costa nell'area settentrionale della base, accanto ad altri due costruiti all'inizio di quest'anno. Sono stati, inoltre, avviati i lavori per una nuova strada dal cancello sud-est della base alle nuove strutture.

Un canale è stato scavato lungo la costa sud, vicino a una struttura, con scopi poco chiari. La costruzione del canale è avvenuta vicino all'ex sede del quartier generale tattico cambogiano del Comitato nazionale per la sicurezza marittima (NCMS), demolito alla fine del 2020, dopo essere stato costruito con l'aiuto degli Stati Uniti nel 2012. Un'altra struttura statunitense per la manutenzione di gommoni a scafo rigido è stata demolita nel 2020, dopo soli tre anni di attività.

Gli Stati Uniti hanno espresso serie preoccupazioni per le attività militari cinesi a Ream, a partire dalla pubblicazione di rapporti sui media statunitensi, secondo cui Phnom Penh aveva firmato un accordo con Pechino per consentire all'Esercito di liberazione popolare di stazionare truppe e attrezzature presso la struttura ed espandere le sue capacità di potenza nel Golfo di Thailandia e nel sud-est asiatico in generale.

Pressioni sulla base

A giugno, il vicesegretario di Stato americano Wendy Sherman "ha cercato chiarimenti" sulla demolizione delle due strutture statunitensi a Ream "senza notifica o spiegazione" e "ha espresso serie preoccupazioni" sulla presunta presenza militare della Cina nella base navale cambogiana.
Il ministro della Difesa cambogiano Tea Banh ha risposto, sottolineando che la cooperazione di Phnom Penh con Pechino è "senza vincoli" e che l'assistenza della Cina si è limitata ad aiutare a costruire infrastrutture e ad impegnarsi nelle operazioni di dragaggio, per consentire alle navi più grandi di attraccare alla base. Il ministro ha anche sottolineato che la Cina non sarebbe l'unico Paese ad avere accesso all'impianto.
Sempre a giugno, si è verificato un piccolo litigio diplomatico tra Phnom Penh e Washington, dopo che l'addetto alla difesa degli Stati Uniti Marcus Ferrara ha abbandonato una visita in atto a Ream, dopo che gli è stato negato l'accesso completo alle sue strutture.
Insieme alle attività di costruzione cinesi a Ream, le società immobiliari cinesi hanno investito molto nelle aree vicine per la costruzione di strutture turistiche. L'anno scorso, il Ministero della gestione del territorio, della pianificazione urbana e delle costruzioni della Cambogia ha annunciato la creazione di un progetto di resort multimiliardario nell'area.
Il mese scorso, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha visitato la Cambogia e altre nazioni del sud-est asiatico nel tentativo di spingere la ratifica dell'accordo di partenariato economico globale regionale. La Cambogia ha ratificato l'accordo, diventando il secondo dei dieci membri dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) a farlo dopo Singapore. Il nuovo accordo economico, che promette di unire il 30% della popolazione mondiale e il 30% del PIL mondiale in un unico mercato comune, è stato ratificato anche da Cina e Giappone. Perché entri in vigore, sei su dieci membri dell'ASEAN e tre su cinque partner non ASEAN devono ratificarlo.
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