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Come cambieranno le tasse? Parola a Valentina Meliciani, Direttore della LUISS SEP

CC0 / Pixabay / Tasse
Tasse - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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Lo scorso 5 ottobre è stata approvata la cosiddetta delega fiscale che, una volta ottenuto l’ok del Parlamento, darà il compito al governo di intervenire sulla riforma del fisco.
Tra le ipotesi sul tavolo: la revisione delle aliquote Irpef, con attenzione al ceto medio, l’abolizione dell’Irap e un intervento sulle aliquote Iva.
Come funziona la riforma fiscale 2021? Cosa porterà di nuovo? E che effetto avrà sulle tasche degli italiani? Per fare il punto della situazione, Sputnik Italia ha raggiunto la Prof.ssa Valentina Meliciani, Direttore della Luiss School of European Political Economy (SEP).
© Foto : Valentina MelicianiValentina Meliciani
Valentina Meliciani - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
Valentina Meliciani
Prof.ssa Meliciani, qual è il Suo giudizio riguardo alla riforma fiscale? È una misura di cui l’Italia ha bisogno in questo momento post-Covid, dal punto vista della ripresa economica?
— Ci sono almeno due ragioni per cui il Governo deve agire in materia di riforma fiscale: la prima è che si tratta di un intervento complementare alla realizzazione del Piano di Ripresa e Resilienza, in quanto è uno strumento per migliorare la competitività e la trasparenza del nostro sistema, coerentemente a quanto indicato dalle Country Specific Recommendations; il secondo è il tema dell’equità fiscale, a cui dovrebbe contribuire una rimodulazione delle aliquote IRPEF e una razionalizzazione del sistema delle deduzioni e detrazioni fiscali.
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Quanto tempo ci vorrà per metterla in pratica?
— La legge delega della riforma fiscale prevede che il Governo debba emanare entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge stessa uno o più decreti legislativi. Questo significa che la tempistica dei vari interventi potrà variare. Ad esempio, la riduzione del cuneo fiscale potrebbe avvenire più rapidamente, mentre la riforma del catasto prevede tempi molto più lunghi e non sarà terminata prima del 2026.
Dopo l'approvazione della legge, il premier Draghi ha assicurato che "nessuno pagherà di meno o di più, rendite restano invariate". Come dobbiamo decifrare le parole del premier? La riforma non avrà davvero nessun effetto negativo sulle famiglie italiane o sulle PMI gravemente colpite dalla pandemia?
— Bisogna distinguere tra i vari possibili interventi. La riforma dell’IRPEF si propone di ridurre le aliquote medie effettive, di incentivare la partecipazione al mercato del lavoro e di ridurre le variazioni eccessive delle aliquote marginali e tutto questo dovrebbe significare una riduzione del carico fiscale per i redditi medio-bassi. Per le imprese si prevede la graduale eliminazione dell’IRAP, che dovrebbe confluire nell’IRES.
La riforma della tassazione indiretta potrebbe sfavorire alcuni prodotti, in particolare la produzione e i consumi di prodotti energetici, con l'obiettivo di promuovere l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, e questo potrebbe essere un costo per alcune imprese. La riforma del catasto è, al momento, un'operazione di trasparenza che non comporta nell'immediato alcuna conseguenza diretta in termini di prelievo fiscale.
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E quale sarà l'impatto sul debito pubblico e il Pil?
— Nel breve periodo si utilizzeranno le risorse già previste e quelle rese disponibili dalla maggiore crescita, nel lungo periodo gli effetti sul debito dipenderanno dalla capacità della riforma stessa di accrescere la competitività del sistema economico, contribuendo alla crescita economica.
Secondo alcuni esperti, la riforma del catasto, indicata anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, potrebbe portare a un boom di tasse per gli immobili e renderebbe più poveri gli italiani. Condivide questa preoccupazione? Le case normali verranno considerate come di lusso?
— Il Governo si è impegnato a non utilizzare la riforma del catasto per accrescere il prelievo fiscale sugli immobili. È chiaro, tuttavia, che in un orizzonte temporale di più lungo periodo la revisione delle rendite catastali potrà essere utilizzata dai prossimi governi per modificare il prelievo sugli immobili. È difficile al momento prevedere se e quando questo avverrà, sia perché non è ancora chiaro se e come cambieranno le regole del Patto di Crescita e Stabilità sia per l’incerta composizione politica dei prossimi governi.
A Suo avviso, c’è qualche elemento che manca nella riforma?
Manca una strategia di lotta all’evasione e all’elusione fiscale e alcune cose sono solo accennate, ad esempio sarebbe quanto mai opportuno per incentivare il lavoro ampliare la no tax area. Tuttavia, trattandosi di una legge delega, è normale che non si vada nel dettaglio delle misure da introdurre, ma si individuino solo alcune direzioni. Una valutazione più precisa si potrà fare solo quando ci saranno i decreti legge.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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