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"Burattini di Soros". Bufera sul premier sloveno per l'attacco ai parlamentari Ue

© REUTERSJanez Jansa, il primo ministro della Slovenia
Janez Jansa, il primo ministro della Slovenia - Sputnik Italia, 1920, 15.10.2021
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Così il premier sloveno Janez Janša ha definito un gruppo di parlamentari europei, tra cui l'olandese Sophie In’t Veld, a capo della delegazione Ue arrivata in Slovenia per valutare lo stato della libertà dei media.
“Burattini di Soros”. Così il premier sloveno Janez Janša ha definito un gruppo di parlamentari europei, tra cui Guy Verhofstadt, l’ex presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, e la deputata olandese Sophie In’t Veld.
Il tweet è stato pubblicato durante la visita in Slovenia di una delegazione di sette europarlamentari, capitanata proprio dall’olandese In’t Veld, per portare avanti un’indagine sulla situazione della libertà di espressione nei media e dello stato di diritto nel Paese. Sotto accusa c’è proprio Janša, che secondo i critici avrebbe peggiorato la situazione dalla sua elezione nel 2020.
Per questo il premier, come ricostruisce il Corriere della Sera, ha deciso di non incontrare la delegazione del Parlamento Ue e anzi, pubblicare il tweet in cui prende di mira la deputata liberale olandese, accusata di faziosità.
L’intervento del premier sloveno, che è anche presidente di turno dell’Unione europea, non è passato inosservato. Il premier olandese Mark Rutte lo ha condannato definendolo di “cattivo gusto” e rendendo noto di aver chiesto chiarimenti all’ambasciatore di Lubiana nel Paese.
Janša, attivissimo su Twitter, ha subito replicato invitando Rutte a “non perdere tempo con gli ambasciatori e la libertà dei media in Slovenia”. “Insieme a Sophie In’t Veld , proteggi i tuoi giornalisti dall’essere uccisi per strada”, ha attaccato ancora il premier.
In un nuovo tweet ha poi insistito: “Sui sostenitori del miliardario George Soros al Parlamento europeo non c'è nessuna teoria della cospirazione, perché la lista è stata commissionata e pubblicata dalla fondazione di Soros Open Society”.
Nella serata di ieri, però, erano intervenuti a difesa dei parlamentari chiamati in causa da Janša il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e quello del Parlamento Ue, David Sassoli.
“I membri dell'Europarlamento dovrebbero essere in grado di svolgere il proprio lavoro liberi da qualsiasi forma di pressione”, ha scritto Michel in un tweet. “Il rispetto reciproco tra le istituzioni dell'Ue e all'interno del Consiglio europeo è l'unico modo per andare avanti”, ricorda.
Sempre su Twitter, Sassoli ha fatto appello al premier sloveno, chiedendo di “cessare le provocazioni contro membri del Parlamento Ue”.
“Una collaborazione costruttiva con la presidenza a rotazione del Consiglio può essere basata solo sulla fiducia e sul rispetto reciproco”, ha sottolineato il presidente dell’Europarlamento.
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