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Taiwan, Ministro della Difesa: "Assolutamente non saremo noi ad iniziare una guerra contro la Cina”

© AP PhotoAerei da combattimento di Taiwan e Cina
Aerei da combattimento di Taiwan e Cina - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Il ministro della Difesa taiwanese, Chiu Kuo Cheng, ha recentemente riferito ai membri parlamentari della nazione insulare che Taiwan non si impegnerebbe mai, in alcun modo, ad iniziare una guerra contro la Cina.
Il commento, rivelato ieri, è emerso durante una sessione del parlamento tenutasi giovedì scorso (7 ottobre) e arriva sulla scia delle accresciute tensioni tra Taiwan e la Cina continentale, con Pechino che afferma di considerare ancora l'isola una provincia ribelle che deve essere riportata sotto il controllo del potere continentale, e le crescenti incursioni aeree, nonché le polemiche tra le parti.
Sebbene i funzionari cinesi non abbiano escluso l’uso della forza in caso di necessità, Taiwan è ferma sulla sua posizione di nazione sovrana che vuole mantenere la propria autonomia ad ogni costo.
Nonostante la disputa di lunga data, Chiu ha sottolineato, durante la sessione parlamentare di giovedì, che la "Repubblica di Cina non inizierà assolutamente una guerra contro la con la Repubblica Popolare Cinese”, ha riferito la Reuters.
© Sputnik / Alessio TrovatoTaiwan, posizione sulla mappa
Taiwan, posizione sulla mappa - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
Taiwan, posizione sulla mappa
La dichiarazione di Chiu fanno seguito alle sue stesse osservazioni della settimana scorsa, in cui avvertiva i legislatori della capitale Taipei, secondo i quali la Cina avrebbe le capacità, e probabilmente anche le intenzioni, di organizzare un'invasione "su vasta scala" contro Taiwan entro il 2025, poiché le tensioni tra i i due vicini erano le "più gravi" degli ultimi decenni.

All'inizio di questo mese, l'esercito cinese ha effettuato oltre 100 voli sull’isola in pochi giorni (149 in quattro giorni), mossa che ha effettivamente lanciato allarmi nella regione e all'estero.

In risposta all'allarme, i funzionari cinesi hanno successivamente affermato che i passaggi ravvicinati facevano parte di un più ampio sforzo di Pechino per difendere la sovranità e il territorio della Cina, incolpando a sua volta il governo indipendentista di Taiwan per l'aumento delle tensioni.
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