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Processo Bataclan, madre di Valeria Solesin ai terroristi: "Cosa sono per voi quei 130 morti?"

© AP Photo / Peter DejongParigi dopo gli attentati
Parigi dopo gli attentati - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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A Parigi è in corso il processo sulla strage del Bataclan, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 novembre del 2015, e gli altri attentati nel cuore della capitale francese.
In aula ci sono anche i parenti delle vittime e, tra loro, la madre di Valeria Solesin (padre e fratello sono rimasti a Venezia), morta al Bataclan. La madre, Luciana Milani, ha preso la parola ed ha chiesto all’imputato Salah Abdeslam:
“Cosa rappresentano per loro questi 130 morti, i morti che noi piangiamo e che per motivi a noi misteriosi sono diventati il loro bersaglio? Chiedo agli imputati di rispondere ed esprimere il loro pensiero”.
Il Corriere del Veneto riporta anche un secondo passaggio del suo discorso, ancora più incisivo:
“Ho sentito dire da uno degli imputati che l’uccisione di 130 persone non ha niente di personale. Questa allocuzione così banale e convenzionale mi ha fatto pensare. È rivelatrice di un pensiero più profondo e netto. Per loro questi morti non sono persone, non sono esseri umani, sono metafore di quello che odiano, di quello che vogliono combattere”.
Con la madre di Valeria, in aula, l’ex fidanzato e gli amici che quella sera erano al Bataclan e che sono sopravvissuti alla mattanza. Sono tutti parte civile e seguiti dall’avvocato Constance Dewawrin.
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