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“Peggio del previsto”: rapporto rivela un picco di antisemitismo sui social

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La stella di Davide - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Un rapporto congiunto svedese, britannico e tedesco rivela che su tutti i social media staremmo assistendo ad un aumento dei contenuti antisemiti, nonostante i tentativi dei giganti della tecnologia di regolamentare e limitare le manifestazioni di odio.
Il rapporto, intitolato 'Antisemitismo nell'era digitale', scritto dalla fondazione svedese per i diritti umani Expo, insieme al gruppo anti-estremista britannico Hope Not Hate e alla fondazione tedesca Amadeu Antonio, presentato mercoledì al Forum internazionale di Malmö per la memoria dell'Olocausto e la lotta contro l'antisemitismo, dove sono presenti leader mondiali e rappresentanti dei giganti della tecnologia, sostiene che l’odio antisemita sui social starebbe aumentando.
Su tutte le principali piattaforme, TikTok, Instagram, Facebook, Parler, Reddit, Telegram, Twitter, Youtube e 4chan, si starebbe diffondendo l’antisemitismo, principalmente attraverso teorie del complotto, immagini e clip, nonché vari hashtag.
“La situazione è peggiore di quanto pensassimo. È estremamente preoccupante che le piattaforme di social media continuino a diffondere l'antisemitismo. Ed è allarmante vederlo accadere su piattaforme come Instagram e TikTok, dove la stragrande maggioranza degli utenti è giovane", ha detto al quotidiano Svenska Dagbladet il CEO di Expo, Daniel Poohl.
Il rapporto indica, tra le altre cose, innumerevoli hashtag, su Instagram e TikTok, che fanno riferimento a teorie del complotto antisemita o alla creazione di miti sul popolo ebraico. Su TikTok, i post con alcuni hashtag antisemiti sono stati visualizzati oltre 25 milioni di volte in sei mesi.
"Così com'è ora, una nuova generazione viene introdotta, volontariamente o meno, a idee antisemite che non incontrerebbe da nessun'altra parte", ha detto Daniel Poohl.
Secondo il rapporto, tuttavia, la prevalenza di contenuti antisemiti sarebbe relativamente inferiore su piattaforme con una maggiore moderazione, come YouTube.
“Il nostro rapporto mostra che si può fare qualcosa per il problema. Sia il settore tecnologico che i legislatori devono agire, e rapidamente", ha affermato Poohl in conclusione.
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