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Nuova indagine accusa Zuckerberg: valanga di dollari per condizionare le elezioni USA 2020

© Sputnik . Vladimir Astapkovich / Vai alla galleria fotograficaMark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook
Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, avrebbe incanalato centinaia di milioni di dollari durante le elezioni del 2020 in organizzazioni no profit, nominalmente apartitiche, ma che di fatto avrebbero finanziato uffici elettorali chiave per far pendere la bilancia a favore del voto democratico, secondo uno studio pubblicato da The Federalist.
La corsa presidenziale del 2020 è stata serrata e la stretta vittoria elettorale del democratico Joe Biden è stata infine determinata da un numero relativamente piccolo di voti. Il particolare sistema uninominale americano, per altro, in cui chi ottiene anche solo un voto in più in uno Stato ottiene tutti i grandi elettori di quello Stato, permette di modificare l’ago della bilancia per una manciata di voti, se ottenuti nelle circoscrizioni giuste.
L'analisi effettuata da William Doyle, Ph.D, ricercatore principale presso il Caesar Rodney Election Research Institute di Irving, in Texas, confermerebbe come il finanziamento di risorse private mirato in stati chiave del campo di battaglia elettorale avrebbe aumentato il margine del candidato presidenziale democratico Joe Biden ai danni del suo rivale, il repubblicano Donald Trump, che per altro ha sempre contestato i risultati di quelle elezioni.
Sarebbe avvenuto in stati come la Georgia, in cui Biden ha vinto per 12.000 voti, e l'Arizona, dove ha vinto per 10.000, che si ipotizza che le enormi risorse aggiuntive apportate da Zuckerberg possano aver alterato la gara a favore del democratico.

Il rapporto afferma che non si sarebbe trattato di un tradizionale finanziamento della campagna elettorale o di lobbying, ma di un'abile manipolazione di "scappatoie legali" che potrebbero effettivamente aver permesso alle elezioni del 2020 di essere "comprate" da uno degli uomini più ricchi del mondo.

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Finanziamenti mirati nei punti chiave

Secondo William Doyle e il suo team, il finanziamento privato dell'amministrazione elettorale è ciò che distingue nettamente la campagna presidenziale di novembre 2020 da tutte le precedenti. Due organizzazioni no profit finanziate da Mark Zuckerberg,The Center for Technology and Civic Life (CTCL) e The Center for Election Innovation and Research (CEIR), pare abbiano trasferito 419,5 milioni di dollari delle risorse private del CEO di Facebook negli uffici elettorali del governo locale.
In risposta al rapporto, il portavoce di Zuckerberg Ben LaBolt, ha per altro candidamente riconosciuto donazioni per un valore di 350 milioni di dollari al Center for Tech and Civic Life e 69,5 milioni di dollari al Center for Election Innovation and Research, non chiarendo tuttavia la motivazione logica di un tale generosità.
Questo flusso di denaro privato, verso attività di interesse pubblico, sarebbe stato effettuato a livello di città e contee e avrebbe permesso di maneggiare gli uffici nelle aree elettorali chiave per i democratici.
I metodi utilizzati per ottenere il voto democratico sono descritti come un qualcosa che va dalle varie pratiche amministrative e accordi di condivisione dei dati a campagne di sensibilizzazione diretta in stati chiave in oscillazione.
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I ‘vote navigators’ del Wisconsin e altri esempi di manipolazioni

Come esempio di questo tipo di manipolazioni, il rapporto afferma che le organizzazioni no-profit hanno finanziato i cosiddetti 'vote navigators' nel Wisconsin. Queste persone avevano il compito di "assistere gli elettori, per rispondere alle domande, aiutare nella correzione delle schede elettorali (...) e testimoniare le firme delle schede elettorali assenti". Inoltre, un'agenzia di personale affiliata al leader politico, l'attivista per i diritti di voto Stacey Abrams, chiamata 'Happy Faces', sarebbe stata, a quanto pare, istituita temporaneamente per contare i voti nella notte delle elezioni nella contea di Fulton, in Georgia.
Con il pretesto di fornire assistenza per il voto durante la pandemia di COVID-19, si dice che il Center for Technology and Civic Life si sia coordinato con i governi locali per ottenere i voti nelle aree democratiche.
L'analisi elenca i modi in cui il CTCL ha raggiunto il suo obiettivo ricorrendo a organizzazioni senza scopo di lucro, piattaforme di social media e influencer elettorali sui social media. Questi includevano la promozione del voto universale per corrispondenza, qualcosa che Donald Trump aveva definito fin dall'inizio come "catastrofico" e irto di irregolarità elettorali.
Inoltre, i finanziamenti agli uffici elettorali tramite le organizzazioni no-profit presumibilmente hanno lavorato per estendere le scadenze che hanno favorito il voto per posta rispetto al voto di persona. Si ritiene che ciò abbia consentito la "correzione del voto", quando centinaia di migliaia di schede elettorali inviate per posta potevano essere respinte a causa di "errori", come firme mancanti o non corrispondenti. I gruppi di attivisti si sarebbero così affrettati ad aiutare gli elettori dem a correggere - o "curare" - i loro voti, prima che fosse troppo tardi, in modo che potessero essere contati.
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‘Coincidenze’ troppo sospette

Il rapporto afferma che somme sbalorditive di denaro aggiuntivo sarebbero state versate specificatamente negli uffici elettorali nelle aree di voto decisive poi andate ai democratici.
Le organizzazioni no-profit private sopra menzionate sarebbero state responsabili di un aumento dell'85 percento del finanziamento elettorale aggiuntivo totale concentrato nei comuni fortemente democratici.
Sarebbe stato dimostrato, sostiene il rapporto, che il CTCL avrebbe fornito 25 sovvenzioni del valore di 1 milione di dollari, o anche più, a città e contee in Arizona, Georgia, Michigan, Carolina del Nord, Pennsylvania, Texas e Virginia. Di queste, ben 23 hanno poi dato la loro maggioranza elettorale a Joe Biden; e il fatto che proprio nelle circoscrizioni che poi vanno allo stesso candidato si verifichino eccessi di flussi finanziari, non può che essere quantomeno sospetto, ritiene lo studio.

Sodi privati, elezioni pubbliche

In conclusione, lo studio sottolinea che l'utilizzo di organizzazioni private, prive di trasparenza amministrativa e finanziaria e non soggette alle stesse regole e controlli dei dipendenti pubblici e delle istituzioni, fa sì che il monitoraggio di regolarità possa essere alterato, nonché le intere elezioni.
Il massiccio afflusso di fondi privati ​​avrebbe in buona sostanza consentito di istituire un sistema elettorale "ombra" durante le elezioni presidenziali del 2020, favorendo in maniera sistematica la parte democratica, sostiene il rapporto.
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