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Edoardo De Faveri, sindaco a 21 anni: "È essenziale che i giovani entrino a fare politica"

© Foto : Edoardo De FaveriEdoardo De Faveri, il sindaco più giovane d’Italia
Edoardo De Faveri, il sindaco più giovane d’Italia - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Non sognava di diventare un calciatore o un pilota come molti altri bimbi. Il suo sogno era diventare sindaco del proprio comune. A soli 21 anni, Edoardo De Faveri è diventato per davvero sindaco di Zumaglia, in provincia di Biella. In un Paese che non crede nei giovani, Edoardo si mette in gioco diventando il sindaco più giovane d’Italia.
I giovani in Italia, lo sappiamo bene, non hanno vita facile e non vengono considerati dai politici. Ci sono giovani, però, che non si limitano a criticare la situazione, ma che ci mettono la faccia e danno il proprio contributo per migliorare le cose. A Zumaglia, un paesino del Piemonte, è stato eletto un sindaco giovanissimo, ma pieno di entusiasmo.
“Credo che l’età non sia un ostacolo, ma un punto di forza, perché l’entusiasmo con cui lo faccio mi porta a non accettare un no come risposta e a continuare a cercare la via giusta nel fare le cose”, ha sottolineato in un’intervista a Sputnik Italia il sindaco neoeletto Edoardo De Faveri.
© Foto : Edoardo De Faveri Edoardo De Faveri, il sindaco più giovane d’Italia

Edoardo De Faveri, il sindaco più giovane d’Italia - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
Edoardo De Faveri, il sindaco più giovane d’Italia
Fare il sindaco era un tuo sogno fin da quando eri bambino. Edoardo De Faveri, perché sognavi proprio questo mestiere?

Tutto dipende dalla passione che uno ha. Io avevo la passione verso il mio paese, verso la nostra comunità. Essendo cresciuto qui e avendo messo radici a Zumaglia avevo questo sogno: diventare sindaco e cercare di migliorare il mio Paese in tutto e per tutto. Oggi i cittadini me ne hanno dato la possibilità e dal 4 sto cercando di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per il mio Comune, per la nostra comunità. Spero di realizzare questo nei 5 anni di mandato. La mia passione per il mio paese, ma anche la determinazione mia e del mio gruppo "Noi con voi", secondo me, è stata capita dai cittadini. Eleggere un sindaco di 21 anni non è una cosa da tutti i giorni.

— Qual è la sfida principale del tuo mandato, secondo te?
Secondo me, la sfida principale è rispettare ciò che si è detto in campagna elettorale. In primis ai cittadini abbiamo promesso di ascoltare prima di fare. Vorremmo ricucire le associazioni, vogliamo per Zumaglia una comunità unita, dei cittadini che collaborino. Il punto di partenza sono sempre loro, i cittadini devono essere parte attiva del governare, bisogna riportarli al centro.
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— Quindi volete chiedere innanzitutto ai cittadini stessi quali sono i loro problemi e i loro bisogni?
Quando devi governare il bene pubblico, devi sempre tener presente che lavori per i cittadini. Questo dovrebbero ricordarselo tutti gli amministratori.
— Ti ritrovi a capo adesso di colleghi molto più anziani di te. Come ti senti da questo punto di vista?
L’età sicuramente ha un peso, ma dal punto di vista dell’esperienza. Io, con il mio gruppo, con la nostra determinazione e la voglia di fare, credo che non avremo problemi in quel senso. Ho trovato persone molto collaborative e un aiuto da parte di tutti i sindaci del territorio. Il primo giorno da sindaco ho ricevuto la chiamata del presidente di Regione Cirio, una cosa che non mi sarei mai immaginato. Credo che l’età non sia un ostacolo, ma un punto di forza, perché l’entusiasmo con cui lo faccio mi porta a non accettare un “no” come risposta e a continuare a cercare la via giusta nel fare le cose.
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— Che cosa significa essere il sindaco più giovane in un Paese, l’Italia, dove non si punta sui giovani e dove non si crede in loro?
Io voglio provare, mi sono messo in gioco per capire quello che è la politica in Italia e per dimostrare che la politica è uno strumento con il quale si possono fare grandi cose. La maggior parte delle persone si ferma a criticare la politica, ma non si mette in gioco. Spero ci sia un’inversione di trend e che i giovani si mettano in gioco, c’è una forte necessità di rinnovamento della politica italiana.

È essenziale che i giovani entrino a fare politica, ma facendo riferimento all’esperienza di chi li ha preceduti e di chi ha maturato esperienza sul campo. Penso che la politica italiana sia qualcosa di complesso, che tende a lasciare fuori coloro i quali non hanno maturato esperienze.

Quali reazioni e commenti hai ricevuto da parte di chi ti sta vicino, una volta diventato sindaco?
È stata una grande emozione che è difficile da spiegare. È una forte soddisfazione, devo ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile tutto ciò: i miei genitori, che mi hanno sostenuto fin dal primo giorno, appoggiando un’idea che poteva sembrare pazza, ma oggi non lo è; i miei compagni di lista, che hanno accettato di presentarsi alle elezioni con un candidato giovane come capolista. Cercherò di ripagarli con tutte le mie forze di questa fiducia mostratami. Infine, voglio ringraziare i cittadini che hanno espresso in maniera chiara e determinata che ci volevano come squadra e mi volevano come sindaco. È una soddisfazione incredibile.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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