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Continua l'esodo delle industrie dall'Europa: Stellantis avvia la produzione in Marocco

© AFP 2021 / DPA/ JAN WOITASIndustria automobilstica
Industria automobilstica - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Importante accordo di produzione tra la holding Stellantis e il Regno del Marocco. Verrà avviata la produzione nello stabilmento del gruppo nel paese della Opel Rocks-e, competlamente elettrica. Trasferimento da parte del gruppo della produzione di Maserati da Grugliasco a Mirafiori.
Stellantis, holding multinazionale che controlla 14 marchi automobilistici tra Alfa Romeo, Chrysler, Lancia, Maserati e Opel, ha annunciato che avvierà una nuova collaborazione con il paese che si affaccia sul Mediterraneo.
L'accordo segue quello precedente, firmato nel 2015 tra il gruppo e il paese arabo, con il beneplacito di re Mohammed VI, per un rafforzamento degli impegni commerciali e per lo sviluppo industriale ed automobilistico del Regno.
L'accordo prevede la produzione nello stabilimento della città di Kenitra, della Opel Rocks-e, nuovo veicolo interamente elettrico.
Al lancio del patto tra la holding ed il regno hanno partecipato il ministro Moulay Hafid Elalamy, Samir Cherfan, in qualità di direttore operativo di Stellantis per il comparto del Medio Oriente e dell'Africa.
Numerose le opportunità lavorative create dalla joint-venture e dal partneraiato tra Stellantis e Regno del Marocco, più di 3.000 posti di lavoro, che si vanno ad aggiungere ai 2.500 già a pieno regime nello stabilimento della multinazionale nel Paese.
Il gruppo, che ha visto la luce nel gennaio 2021, vanta all'attivo stabilimenti sparsi per tutto il globo, in 29 paesi, tra Polonia, Brasile, Cina, Russia e Marocco per l'appunto.

Trasferimento della produzione di Maserati da Grugliasco a Mirafiori

È del 12/10 la notizia del trasferimento da parte del gruppo della produzione di Maserati da Grugliasco a Mirafiori, cambio, questa volta, entro i confini nazionali.
L'annucio era stato dato dopo l'incontro tra la Stellantis e il Ministero dello sviluppo economico.
Le parti avevano annunciato il trasferimento con ottimismo in azienda, garantendo il mantenimento dei posti di lavoro, ma non erano dello stesso avviso i sindacati.

''La si può guardare come si vuole ma il dato è che in Italia si chiudono stabilimenti e si passa alla riduzione sistematica delle linee di montaggio come è successo a Melfi, [...] tutte azioni che determinano inevitabilmente il calo dell'occupazione complessiva del Gruppo, come già sta accadendo'', la denuncia in una dichiarazione della Fiom Cigl.

Se si guarda all'industria in generale, la notizia dell'accordo con il Marocco da parte della Holding si inserisce in un quadro generale di 'fuga', che non riguarda la tanto paventata fuga di cervelli, non solo almeno, ma che è anche una fuga di tecnologia, che difficilmente avrà fine nei prossimi anni a venire. Fuga che vuole dire perdita di posti di lavoro, con le associazioni di categoria che da anni denunciano la situazione, senza che si trovino, a quanto pare, soluzioni.
Fenomeno che interessa anche altri paesi dell'area europea, dalla Francia, in primis, alla Germania, ma dove si tenta, con sgravi e misure 'ad hoc', di arginare il fenomeno.
La fuga dei nostri stabilimenti è dovuta, in primo luogo, al costo del lavoro, che non regge la concorrenza di paesi terzi, ma ad incidere c'è anche il costo e la reperibilità delle materie prime, il minor costo in termini di logistica o l'apertura di nuovi mercati.
Si segnala però un dato positivo: le ditte ricollocate negli ultimi anni in Italia, di ritorno dall'esperienza all'estero, come Bottega Veneta, Geox, Piquadro e Giesse, per citarne alcune.
Insomma, globalizzazione, ma con la speranza di un know-how da sfruttare a casa nel ritorno a casa.
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