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Bari, impiccato a nove anni nella sua cameretta: l'ombra delle sfide social di Jonathan Galindo

© AP Photo / Kiichiro SatoLogo TikTok
Logo TikTok - Sputnik Italia, 1920, 14.10.2021
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Secondo la procura di Bari, che ha inoltrato una rogatoria internazionale a Youtube, dietro il suicidio di un bimbo di nove anni ci sarebbe il gioco social Jonathan Galindo.
Avrebbe confidato agli amichetti di aver paura di una persona che lo aveva minacciato di “andarlo a prendere di notte” se non avesse fatto ciò che gli chiedeva. Prove di coraggio estreme, con tutta probabilità, come quella che lo ha portato alla morte.
Potrebbe esserci ancora una volta 'Jonathan Galindo', "l’uomo col cappuccio" che imperversa sui social, come Facebook e Tik Tok, spingendo i ragazzini a commettere atti estremi di autolesionismo, dietro la morte di un bimbo di nove anni che lo scorso 25 gennaio è stato trovato senza vita dai genitori nella sua cameretta.
Il piccolo, come ricorda il Messaggero, si è impiccato con una corda legata ad un attaccapanni. La morte per soffocamento era stata confermata dall’autopsia e la pm della Procura di Bari, Angela Maria Morea, aveva subito aperto un fascicolo per “istigazione al suicidio a carico di ignoti”.
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Sfide mortali sui social, la psicologa infantile: "Con il lockdown aumentano i rischi"

Ora gli investigatori sono sempre più convinti che dietro il gesto estremo del ragazzino ci fosse una challenge circolata sui social.

Per ora, sui dispositivi utilizzati dal bimbo non sono state trovate tracce di video che possano rimandare a giochi pericolosi, ma si insiste sulla pista delle sfide mortali che circolano sul web, tanto che la procura ha formalizzato una rogatoria internazionale in Irlanda per accedere alla cronologia dei video visualizzati dal piccolo su Youtube.
Gli occhi sono puntati, in particolare, su 'Jonathan Galindo', il gioco social che propone una serie di sfide ai follower, fino ad arrivare a prove estreme.
Si tratta di un personaggio con il volto mascherato da cane, già protagonista di un’altra assurda vicenda: quella del suicidio di un bambino di 11 anni a Napoli, che si è lanciato nel vuoto dal balcone di casa sua, lasciando scritto ai genitori di aver compiuto il gesto perché glielo aveva chiesto "l’uomo col cappuccio”.
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