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Un nuovo muro per fermare i migranti: Varsavia vuole una barriera al confine con la Bielorussia

© REUTERS / Ints KalninsMigranti afghani in Lituania
Migranti afghani in Lituania - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2021
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Il governo polacco ha annunciato la costruzione di una nuova barriera anti-migranti al confine con la Bielorussia per fronteggiare gli ingressi irregolari alla frontiera.
Non ci sono solo le rotte del Mediterraneo e quella balcanica. Da quando è scoppiata la guerra diplomatica tra Ue e Bielorussia, migliaia di migranti riescono ad entrare in Europa anche dai confini settentrionali, dai Baltici e dalla Polonia.
Da Varsavia accusano Minsk di chiudere entrambi gli occhi sugli ingressi illegali alla frontiera. E per contrastare il fenomeno il governo ha deciso di fortificare il confine con una nuova barriera.
Il nuovo muro voluto dal ministro dell’Interno, Mariusz Kaminski, riporta l’Adnkronos, si aggiungerà alle due barriere di filo spinato già posizionate lo scorso agosto. Per bloccare i migranti verranno sistemati anche dei sistemi di sorveglianza che coadiuveranno l’azione di deterrenza della polizia di frontiera polacca.
Il costo del dispositivo si aggira attorno ai 366 milioni di euro. Proprio nei giorni scorsi a Bruxelles era scoppiata la polemica sulla proposta di dodici stati membri che hanno chiesto all’Ue di finanziare la costruzione di nuove barriere anti-immigrati per difendere i confini.
Migranti a bordo di una nave  - Sputnik Italia, 1920, 08.10.2021
Migranti, dodici Paesi UE chiedono a Bruxelles di finanziare recinzioni e muri alle frontiere
"Proteggere i nostri confini, specie quando sono minacciati da regimi autoritari - osserva - è un dovere nei confronti dei nostri cittadini, ma alzare muri contro persone disperate sarebbe rinnegare i nostri valori e perdere la nostra umanità", aveva commentato il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, stigmatizzando l’iniziativa di Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.
Nei giorni scorsi, in un’audizione al Parlamento italiano, il direttore di Frontex, l’agenzia europea per la protezione delle frontiere, Fabrice Leggeri, aveva parlato di un aumento dell’87 per cento dell’immigrazione proveniente dalla Bielorussia. “Si tratta – aveva denunciato - di un'azione che l'Unione Europea valuta come una forma di ricatto volta alla rimozione delle sanzioni”.
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