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Ultimo TV, il capitano dei Carabinieri che arrestò Totò Riina apre la sua emittente televisiva

© Foto : Facebook account of Sergio De CaprioSergio De Prima (Capitano Ultimo), il colonnello dei carabinieri che arrestò Totò Riina
Sergio De Prima (Capitano Ultimo), il colonnello dei carabinieri che arrestò Totò Riina - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2021
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L’ufficiale dei Carabinieri che seppe scovare e arrestare Totò Riina, allora capitano dell’Arma, oggi vuole inaugurare un suo canale televisivo, che prenderà il nome di ‘Ultimo TV’.
Ultimo è stato il suo nome di 'battaglia', quando da giovane carabiniere indagava per arrestare uno dei boss della mafia più ricercati e pericolosi d’Italia.
Sergio De Caprio, ‘Capitano Ultimo’, ma oggi colonnello dei Carabinieri, ha annunciato all’Adnkronos che l’emittente televisiva prenderà vita grazie al supporto di Ambrogio Crespi e che “parlerà della povera gente, di legalità nel senso di equità, perché esistono le regole, com’è giusto che sia, ma esiste anche l’equità. Noi vogliamo parlare di questo, vogliamo parlare di fratellanza, di come poter praticare un tema oggi vago e vuoto di contenuto”.
Gli studi televisivi di Ultimo TV saranno gli stessi locali della Casa Famiglia che ha avviato insieme all’amico Ambrogio.
E saranno “i messi alla prova”, i giovani delle case famiglia con cui lavorano che dovranno animare l’emittente televisiva solidale.
“Stiamo lavorando coi ragazzi delle ‘case famiglia’ e, più in generale, con gli ‘abbandonati’, e stiamo tentando di creare una sopravvivenza e di raccontarla”, ha raccontato De Caprio.

Il Pub della legalità di Capitano Ultimo

Inoltre, Capitano Ultimo svela che tra i progetti c’è anche l’apertura di un Pub della legalità, dove far lavorare i giovani e dove “ovviamente non celebreremo i criminali della ‘terra di mezzo’” ha detto, facendo riferimento all’attività ristorativa aperta da Salvatore Buzzi, che ha chiamato i suoi panini con i nomi dei criminali del processo omonimo.
Noi, prosegue il carabiniere, “ricorderemo i nostri caduti, i nostri esempi, i nostri combattenti”.
Il nostro pub, prosegue, “sarà un luogo di incontro, di scambio culturale, dove poter ordinare i piatti che portano il nome dei caduti. Forze dell’Ordine, magistrati, giudici, uomini comuni, in ricordo delle vittime, perché noi non dimentichiamo chi ha lottato per le nostre vite ed è caduto in battaglia”.
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