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Teheran risponde a Tel Aviv: “Accusano l’Iran, ma è Israele che accumula armi nucleari”

© Sputnik . Руслан Кривобок / Vai alla galleria fotograficaLe bandiere dell'Iran e dell'Israele a Mosca.
Le bandiere dell'Iran e dell'Israele a Mosca. - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2021
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Sono le armi nucleari vere che sta accumulando Israele, e non quelle presunte dell’Iran, per altro inesistenti, la vera minaccia per il Medio Oriente, ha affermato l'inviato iraniano al primo comitato dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare globale.
Israele ha ripetutamente minacciato di lanciare un attacco militare contro l'Iran per fermare il suo presunto programma di armi nucleari. Teheran ha a lungo negato di avere ambizioni a costruire tali armi, con entrambi i suoi ultimi leader supremi che hanno emanato sentenze religiose decretando che le armi nucleari e tutte le armi di distruzione di massa sono contrarie alla dottrina dell'Islam.
"Israele continua a sfidare tutti i regimi internazionali che regolano le armi di distruzione di massa, rifiutandosi di aderire al Trattato di non proliferazione, alla Convenzione sulle armi chimiche e al Comitato per le armi biologiche", ha affermato il rappresentante iraniano Heidar Ali Balouji, parlando a una riunione del comitato Martedì a New York.
Accusando lo Stato ebraico di "ostacolare seriamente" la creazione di un Medio Oriente denuclearizzato, opzione proposta proprio dall’Iran la prima volta già nel 1974, e riproposta nel 2006 e infine 2015, Balouji ha suggerito che le armi nucleari di Tel Aviv rappresentano "la minaccia più grave" sia per la sicurezza degli stati regionali, che al regime di non proliferazione. Israele non conferma né nega di possedere armi nucleari, in una politica nota come 'ambiguità deliberata', pur se da più parti è stato stimato che abbia un vero e proprio arsenale che va dalle 80 fino addirittura alle 400 testate.
"Tuttavia, Israele, tenta di ritrarre le capacità di armi convenzionali dell'Iran o il suo programma nucleare, esclusivamente pacifico, già sottoposto alla più solida verifica dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, come una sfida alla stabilità regionale", ha affermato il diplomatico. "Questa è solo una mossa ipocrita per distogliere l'attenzione dal vero pericolo rappresentato dalla pace regionale che è proprio Israele, grazie ai suoi reali arsenali di armi nucleari, nonché da installazioni e attività nucleari clandestine e non salvaguardate", ha affermato.
Balouji ha accusato Israele di "divulgazione di accuse false e fabbricate contro i paesi della regione, in particolare contro la Repubblica islamica dell'Iran... Tuttavia, è abbastanza evidente che nessuna quantità di disinformazione e fabbricazioni potrà mai coprire la vera natura criminale, così come le politiche espansionistiche e guerrafondaie, che questo regime ha perseguito negli ultimi 70 anni”, ha affermato. Il diplomatico ha continuato accusando Israele di violare i diritti dei palestinesi e degli altri arabi che vivono nei territori occupati.
I commenti di Balouji seguono le osservazioni del primo ministro israeliano Naftali Bennett di martedì scorso, che chiedeva al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di agire contro l'Iran per le sue presunte ambizioni di armi nucleari. Parlando a una conferenza a Gerusalemme, Bennett aveva suggerito che il "comportamento" dell'Iran nella sfera nucleare fosse un problema globale.
Nel 2018, lo stesso Israele aveva esercitato pressioni, con successo, sull'amministrazione Trump, affinché gli Stati Uniti si ritirassero dall’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), che prometteva il sollievo dalle sanzioni della Repubblica islamica in cambio dell'impegno a limitare il suo programma nucleare.
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