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Green Pass in azienda, gli italiani si dividono tra favorevoli e contrari

© Sputnik . Evgeny UtkinControlli di Green Pass alla stazione ferroviaria di Milano, Porta Garibaldi
Controlli di Green Pass alla stazione ferroviaria di Milano, Porta Garibaldi - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2021
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Secondo un'analisi dell'Università Cattolica, il 55 per cento degli italiani sarebbe a favore dell'obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro. Ma lo strumento, secondo i ricercatori, "non raggiunge la base per un pieno consenso sociale”.
Il conto alla rovescia è iniziato, tra proteste e polemiche. Da venerdì prossimo, per lavorare, servirà il certificato verde Covid, che si ottiene con la doppia dose di vaccino, il certificato di guarigione o un tampone negativo. Ma cosa ne pensano gli italiani dell’obbligo introdotto dal governo? A rispondere è un sondaggio dell’Università Cattolica di Milano, condotto dal centro di ricerca EngageMinds Hubs, che rivela come più della metà degli intervistati sia d’accordo con il provvedimento.

Secondo i risultati dell’indagine, citati dall’agenzia di stampa Adnkronos, il 55 per cento degli intervistati, circa 6mila persone rappresentative della popolazione della Penisola, ritiene corretta la decisione di vietare l’ingresso ai luoghi di lavoro a chi non ha il certificato.

Gli italiani, insomma, sono divisi a metà. Anche sull’efficacia di questo strumento per ridurre i contagi e combattere il virus è poco più di un intervistato su due (il 56 per cento) a ritenere che sia utile.
Per il direttore dell’EngageMinds Hub, Guendalina Graffigna, quindi, "il Green Pass, approvato da poco più del 50% degli italiani, non raggiunge la base per un pieno consenso sociale”.
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“Dai dati - sottolinea la docente di psicologia della salute e dei consumi - emergono poi sacche cospicue di popolazione che restano incerte, rispetto all’utilità del certificato verde e all’obbligo del suo utilizzo; potremmo definirli gli 'esitanti del Green Pass'. Persone che, dunque, mostrano segnali di fatica, frustrazione e sfiducia verso il sistema, un atteggiamento che nel lungo termine può diventare problematico".

Favorevoli e contrari al Green Pass in azienda si dividono in base all’età e alla provenienza geografica. I più scettici sono maggiormente giovani, mentre la percentuale di favorevoli sale tra gli over 60.

I ragazzi sotto i 34 anni, invece, lo percepiscono come uno strumento lesivo della privacy. A promuovere il Green Pass, inoltre, è il 61 per cento di coloro che vivono al Sud o nelle Isole e il 49 per cento, invece, nel Nord Ovest.
Differenze si registrano anche in base al reddito. La percentuale di chi lo ritiene uno strumento efficace nella gestione della pandemia sale tra i più benestanti e scende al 51 per cento nelle fasce meno abbienti. Il titolo di studio, invece, sembra non influire sulle opinioni in merito al certificato verde.

A dimostrare scarsa fiducia nel Green Pass è anche chi ha subito maggiormente gli effetti negativi del Covid. Le persone più provate psicologicamente dalla pandemia, in generale, vedono la carta verde “come una misura poco utile a ridurre la diffusione dei contagi”.

Un ultimo dato che emerge dall’indagine è quello della “sfiducia verso la ricerca scientifica, il sistema sanitario e, in generale, le istituzioni pubbliche", che ha portato molti degli intervistati a dirsi contrari al provvedimento.
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